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Report della commissione consiliare Affari interni del 3 agosto- seduta pomeridiana

SAN MARINO - Toni accesi e posizioni lontanissime tra maggioranza e opposizione, fin dalle prime battute, per la Commissione convocata
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SAN MARINO – Toni accesi e posizioni lontanissime tra maggioranza e opposizione, fin dalle prime battute, per la Commissione convocata in via straordinaria, su richiesta dei commissari di minoranza, per discutere del “Decreto Scuola”. Dalla tribuna, folta è la presenza di insegnanti che non trattengono gli applausi all’intervento della ‘collega-consigliera’ Mariella Mularoni, Pdcs. Il Comma 2, quindi il Riferimento del Segretario di Stato per l’Istruzione, Marco Podeschi, sul Decreto “Interventi nella organizzazione del sistema scolastico e nell’offerta formativa”, inizia con la lettura di una relazione di oltre 20 pagine, in cui il responsabile dell’istruzione del Titano spiega articolo per articolo il provvedimento, respingengo le critiche ricevute da sindacati, una parte dei docenti e dall’opposizione. “In queste settimane- spiega Podeschi- sono circolate informazioni non aderenti alla realtà e ingiustamente allarmistiche”. Per esempio, “Si è detto che il rapporto numerico bambini-educatori sarebbe stato aumentato- manda a dire- che sarebbero stati effettuati tagli di circa il 10% della spesa destinata all’istruzione, che si voleva colpire gli insegnanti: nulla di vero. E’ invece intenzione di questo governo valorizzare la professionalità dei docenti ed evidenziare il loro importante ruolo sociale”.Nel difendere il provvedimento, Il Segretario poi “quale sia il vero interesse dei bambini di questo Paese- prosegue- lasciare crescere irresponsabilmente il debito pubblico con cui un giorno essi purtroppo saranno costretti a fare i conti, o individuare correttivi che, pur non incidendo sulla qualità dell’istruzione, possano rendere più sostenibile il sistema scolastica”. La relazione passa poi a spiegare altri interventi e progetti su cui  sta lavorando la Segreteria di Stato: ora di religione, plurilinguismo, inclusione, internazionalizzazione, polo scolastico.

Il documento letto in Aula viene fortemente criticato dalle opposizioni.  Mariella Mularoni, Pdcs,parla di farsa e presa in giro:“L’Odg di oggi prevedeva un riferimento sul decreto, non un piano programmatico sull’istruzione” . Punta poi il dito contro “un decreto balneare al limite dell’incostituzionalità” e se la prende con i colleghi di maggioranza, definendoli “soldatini senza coscienza”.  Anticipa infine un ordine del giorno,   firmato da tutte le forze di opposizione, per richiedere il ritiro del decreto. Difendono il provvedimento i commissari di maggioranza: Marina Lazzarini, Ssd, lei stessa insegnante, dice di comprendere i timori dei docenti sulla spending review, ma si dice convinta che “sul tema si sia creato un clima di allarmismo esasperato che ha portato una situazione di conflitto tra insegnanti e strumentalizzazioni nei confronti dei genitori”. Denise Bronzetti, Ps, la richiama subito al rispetto di insegnanti e genitori che si sono adoperati autonomamente per la petizione anti-decreto: “Non può dire che i cittadini sono stati strumentalizzati dalla politica”. E stigmatizza la mancanza di confronto in Aula, a fronte del ricorso dello strumento del decreto delegato. Dalla maggioranza, Fabrizio Perotto, Rf, pure insegnante, replica alle accuse rivolte da Mularoni: “Ho sempre votato coscientemente in Aula e, come lei, faccio parte della categoria degli insegnanti e so perfettamente- chiosa- che una parte di loro non è d’accordo con il decreto, li rispetto e lei deve rispettare la mia posizione”. Del resto, osserva, che il problema che si cerca di fronteggiare con il decreto è il calo demografico del Paese: di qui l’inito ad andare avanti con il provvedimento e parimenti “affrontare anche il rilancio della natalità a San Marino”. Prima della pausa serale, prende la parola Davide Forcellini, Rete, per dare lettura all’Odg dell’opposizione con cui “si richiede il ritiro immediato del decreto” e l’attivazione di “un tavolo di lavoro per sviluppare un Progetto di legge organico che disciplini interventi con il coivolgimento di docenti, sindacati, rappresentaze politiche di maggioranza e delle opposizioni”. Il dibattito riprenderà in seduta notturna.

Di seguito un estratto dei lavori della seduta pomeridiana.

Comma 1. Comunicazioni

Mimma Zavoli, C10, Presidente
E’ giunta richiesta dall’Ordine avvocati e notai di avere audizione in Commissione sulla modifica del Pdl relativo al reato di possesso beni provenienti da misfatto, per poter dare un contributo tecnico su materia sensibile. Possiamo fare un ragionamento dal momento che non è abitudine delle Commissioni audire soggetti non previsti dal regolamento consiliare vigente. Faccio un suggerimento, se non è il caso di incontrare informalmente l’Ordine senza convocare una seduta, per ascoltare senza problema l’Ordine stesso.

Teodoro Lonfernini, Pdcs
In relazione a questa comunicazione, è pervenuta una richiesta, addirittura dall’Ordine che chiede di poter essere ascoltato, io direi di sì, ma di accogliere in modo formale. La commissione è organo istituzionale e la richiesta arriva da un Ordine professionale. Sì alla convocazione e in maniera formale e nei tempi giusti, possiamo programmare l’audizione fine agosto o nei primi di settembre.

Davide Forcellini, Rete
Vorrei che le mie comunicazioni in tema di scuola fossero prese per quelle che sono, ovvero aliene da strumentalizzazione politica. La convocazione d’urgenza è stata chiesta perché il decreto è uno strumento di emergenza e per questo dovrebbe essere usato in via straordinaria, mentre vediamo che il govenro lo sta usando anche per temi che dovrebbero richiedere più tempo. Bisogna capire perché c’è stata questa accelerata nei tempi e la poca condivisione con i docenti. Finalmente speriamo di essere riusciti a ragionare su un decreto che purtroppo ha già effetto, ma grazie alla convocazione che come consiglieri di opposizione ci siamo sentiti di dover fare, ci possiamo fermare un attimo con Segretario e maggioranza. Era doveroso a fronte anche della movimentazione nel Paese per il decreto.

Denise Bronzetti, Ps

Prendo anche subito a pretesto la richiesta giunta da parte dell’Ordine di avvocati e notai di essere auditi, per dire questo: non è vero che non sono mai stati auditi, lo stesso presidente dell’Ordine è stato ascoltato poche settimane fa in Commissione IV^ sul Testo per l’edilizia, ma ne ricordo tante altre di volte, dove sono state accordate presenze di diverso genere, compresa quelle di funzionari Pa. Esprimo quindi parere favorevole all’audizione dell’Ordine, nella persona del suo Presidente. In tema di giustizia, forse vale la pena accordare anche questa audizione. Nel 199 ter, così come è stata proposta la modifica, ci sono delle parti che hanno ricadute importanti sui professionisti, in questo caso avvocati, e non possiamo escludere l’attore principale di questo articolo in particolare, per evitare che ci dobbiamo tornare sopra come già successo.

Avrei aperto il Comma riferendomi alle richieste di convocazioni urgenti di commissioni ai fini di audire organismi, poi negate. Siamo abbastanza grandi nel capire che di fronte a una richiesta, poi sostanzialmente negata, nella sostanza ci viene dato il contentino: ‘vi convochiamo e facciamo commissioni subito dopo 10 giorni di Consiglio e le convochiamo venerdì sera, sabato e chi più ne ha più ne metta’. Chi fa politica da tempo questi meccanismi li conosce bene ed è un bruttissimo modo di procedere, non riserva dignità né a chi è chiamato a ragionare, né per tutte le persone su cui i provvedimenti su cui andremo a parlare, in questi orari e con questa fatica, ricadono. Ho fatto presente alla Reggenza che questo modo di procedere con questi orari e cadenze sta impedendo la partecipazione continuata e secondo orari prestabiliti alle sedute del Consiglio grande e generale ed è un problema per l’espletamento delle funzioni democratiche che ci sono state consegnate. Non stupitevi se poi si prendono iniziative istituzionali che possono raddrizzare l’andazzo che sta prendendo una brutta piega.

Marica Montemaggi, C10

Il 199 ter è un tema molto delicato su cui ha visto maggioranza e opposizione riunirsi per cercare di trovare un accordo di principio e so che questo lavoro complesso va avanti e sta già coinvolgendo l’ordine per arrivare alla migliore soluzione per la modifica di quell’articolo. Visto che ci sono confronti che stanno andando avanti anche come Segreteria, e che mi auguro possano essere concertati con l’opposizione in via preliminare, a livello ufficiale come Commissione attenderei il lavoro che si sta portando avanti, nulla toglie di vedersi come commissione nella sua interezza in maniera informale, come veniva suggerito, senza convocare una seduta ad hoc con audizione. Farei questo passaggio.

Mariella Mularoni, Pdcs

Credo che su un argomento così delicato bisogni rispettare l’istituzionalità per avere anche il verbale. Il Consigliere Montemaggi parla di incontri e confronti, ma mi risulta sia stata portaa una proposta non condivisa e che non ci siano stati altri incontri con l’opposizione.

Sull’Odg, ringrazio Segretario e Presidente per aver risposto alla richiesta dell’opposizione, ma vorrei far rilevare l’opportunità di mettere all’Odg anche una legge di oltre 100 articoli e delicata come quella sulla privacy, senza che ci sia stato tempo di esaminarla, non è utile a nessuno. Avrebbe richiesto più incontri, mi risulta invece che l’unico incontro organizzato sia andato deserto, eravamo presenti solo io e il Segretario. E’ l’ennesima forzatura della maggioranza, non c’era nessuna urgenza.

Marina Lazzarini, Ssd
Vorrei sapere se il regolamento prevede un iter particolare da seguire in caso si chieda audizione da parte di organismi esterni. Sulla convocazione di oggi: siamo tutti stanchi e nessuno avrebbe voluto essere qui, ma è arrivata questa richiesta di convocazione e il Presidente la deve fare entro 10 giorni. Prima si fa richiesta e dopo ci si lamenta.

Fabrizio Perotto Rf
E’ compito del Presidente della Commissione convocarla una volta ricevuto richiesta, non reputo sbagliata questa convocazione anche se nei primi giorni di agosto. Lei fa notare Bronzetti che il Consiglio èdurato 11 giorni consecutivi , è evidente che le uniche giornate disponibili siano quella di oggi, domani e lunedì. Sul discorso della preparazione sui commi, non sono nuovi, ci sono da diverse settimane e tutti i commissari hanno avuto il tempo di approfondire.

Mimma Zavoli, C10, presidente
L’ articolo 8 del Regolamento sulle richieste delle convocazioni straordinarie, da parte di 1/3 dei consiglieri, come quella pervenuta: il presidente non può fare come vuole ma è tenuto a convocarla entro 10 giorni. – Lei consigliere Lonfernini mi lasci parlare- Inoltre come l’Ordine richiede l’audizione non è previsto dal nostro regolamento.

Margherita Amici, Rf
Si annuncia una seduta roboante, visto i primi interventi. Farei un appello al buon senso di tutti i consiglieri presenti. Mi auguro che i lavori di questa Commissione siano improntati al rispetto reciproco e della figura dei presidente Zavoli e dei ruoli.  Non intendo disconoscere l’autorevolezza dell’ordine degli avvocati e notai, posso dire che, per il corretto funzionamento degli organismi istituzionale, ritengo prevalente il regolamento e non considero atipico incontrare i rappresentanti istituzionali in altra sede, magari l’assenza di microfono favorisce anche un clima più disteso.

Teodoro Lonfernini, Pdcs
Non mi sono lontanamente permesso che lei Presidente può fare quello che vuole, la prego di non mettere mai parole nella bocca di altre persone, siano consiglieri o cittadini, perché sarebbe improprio. Dopo aver ascoltato richiami molto ‘pontefici’, metto a verbale la mia contrarietà di rifiutare la richiesta di dibattere in modo ufficiale, se volete farvi una pizza con l’Ordine andate pure da Lino a Borgo. Ne prendo atto e nell’essere contrario, visto che ormai la nostra voce verbale vale così poco, invierò una nota verbale quale commissario per comunicare che accolgo la loro richiesta e chiederò loro una data di convocazione.

Davide Forcellini, Rete
Chiedo, poiché le sedute della commissioni sono pubbliche, di accogliere gli insegnanti che stanno aspettando qui fuori ad entrare.

 

Comma 2. Riferimento del Segretario di Stato per l’Istruzione in merito al Decreto Delegato 10 luglio 2018 n.83 “Interventi nella organizzazione del sistema scolastico e nell’offerta formativa” e successivo dibattito

Mimma Zavoli, Presidente
Possiamo far entrare senza dubbio gli insegnanti in tribuna.

Marco Podeschi, Sds per l’Istruzione dà lettura di una relazione:
Con la Legge 7 agosto 2017 n. 94 “Variazione al bilancio di previsione dello stato e degli enti del settore pubblico allargato per l’esercizio finanziario 2017 e modifiche alla legge 21 dicembre 2016 n. 144”, è stato avviato un processo di analisi e di revisione della spesa complessiva della Pubblica Amministrazione, degli Enti del settore pubblico allargato e delle Società ed Enti partecipati. E’ stato istituito un apposito gruppo di lavoro, che ha coinvolto membri di governo, rappresentanti dei gruppi consiliari di maggioranza e di opposizione, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali, con il compito di rilevare le aree di eccesso, inefficienza, incoerenza della spesa. L’attività di analisi è stata effettuata sulla base della relazione presentata in data 31 maggio 2013 dal Gruppo Tecnico per la revisione della spesa pubblica, istituito ai sensi dell’articolo 5 della Legge 21 dicembre 2012 n.150. La relazione prodotta dal gruppo di lavoro era funzionale all’elaborazione, da parte del Congresso di Stato, di un piano esecutivo in grado di realizzare una riduzione complessiva del 10% della spesa corrente nei prossimi tre esercizi finanziari, segnatamente il 2,5% nel 2018, il 3,5% nel 2019 e il 4% nel 2020 (art. 15, comma 7, Legge 7 agosto 2017 n. 94).

Il Congresso di Stato, tuttavia, considerando la scuola una risorsa strategica per lo sviluppo sociale, economico e culturale del Paese, ha ritenuto prioritario subordinare le esigenze di contenimento della spesa al mantenimento di un elevato standard qualitativo del sistema d’istruzione.

Pertanto non sono stati recepiti gli interventi particolarmente impattanti sulla scuola e sulla professionalità degli insegnanti contenuti nella relazione sulla revisione della spesa pubblica, quali ad esempio l’accorpamento dei plessi con un numero ridotto di alunni, l’aumento del numero massimo di allievi per classe, l’impiego di personale docente per la gestione dei Centri Estivi.

Considerando che l’educazione della persona rappresenta un bene e una priorità fondamentali per la Repubblica, il Congresso di Stato ha deciso di non applicare alla scuola le percentuali di riduzione di spesa previste dalla legge sopra citata. Le misure introdotte dal Decreto n. 83/2018 si limitano, invece, a rivedere alcuni aspetti organizzativi dell’attuale assetto scolastico, sulla base anche dei profondi cambiamenti demografici che interessano il nostro Paese.

L’emissione del Decreto n.83/2018 è stata preceduta da una serie di incontri con i docenti, nel corso dei quali ho illustrato le difficili condizioni economiche in cui volge il Paese e l’intenzione del governo di non porre in atto provvedimenti di riduzione della spesa a discapito della qualità didattica, limitandosi a lievi interventi di razionalizzazione delle risorse. Ho prestato attenzione alle varie problematiche e criticità sollevate dal personale scolastico in occasione dei collegi docenti, delle riunioni della Consulta per la Pubblica Istruzione e nel corso dei numerosi colloqui intercorsi presso la Segreteria di Stato Istruzione su richiesta degli stessi insegnanti e delle Organizzazioni Sindacali.

La versione definitiva del Decreto ha tenuto conto di alcune proposte emerse in tali occasioni di confronto ed è stata elaborata grazie anche alla collaborazione dei dirigenti scolastici, che hanno presentato dati ed hanno offerto elementi utili di riflessione.

Mi sembra opportuno entrare nel dettaglio di ogni singolo articolo del Decreto Delegato, perché in queste settimane sono circolate informazioni non aderenti alla realtà e ingiustamente allarmistiche. Si è detto che il rapporto numerico bambini-educatori sarebbe stato aumentato, che sarebbero stati effettuati tagli di circa il 10% della spesa destinata all’istruzione, che si voleva colpire gli insegnanti: nulla di vero. E’ invece intenzione di questo governo valorizzare la professionalità dei docenti ed evidenziare il loro importante ruolo sociale.

L’ Art.1 riguarda la scuola dell’infanzia, per la quale sono stati rivisti i criteri per l’assegnazione di educatori-insegnanti, introducendo una maggiore progressività.

Come si evince dalla tabella 1, lo schema applicativo di cui all’art. 2 della Legge 27 giugno 2003, n. 87 assegnava 4 insegnanti per gruppi fino a 34 alunni; superata questa soglia si aggiungevano immediatamente 2 insegnanti, mentre sopra i 52 alunni era attribuito 1 insegnante supplementare ogni 8-9 alunni aggiuntivi. Il Decreto prevede, invece, la suddivisione in due fasce dell’intervallo 35-52, assegnando rispettivamente 5 insegnanti fino a 43 alunni, 6 insegnanti fino a 52.

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