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Il sud riparte con turismo e export ma ancora incertezze

Secondo i dati del rapporto "Check up mezzogiorno" cala la crescita di assunzioni a tempo indeterminato
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conf01ROMA – Per la prima volta dal 2008 torna a crescere il numero delle imprese con un saldo positivo al Sud dello 0,6% e oltre 10mila imprese in più. A rivelarlo è il secondo ‘Check-up del mezzogiorno’ e cura di Confindustria e Srm (Centro studi collegato al Gruppo Intesa San Paolo) presentato oggi nella sede della confederazione a Roma. Dal rapporto emergono segnali contrastanti. Le previsioni sulla crescita del Pil restano positive anche se di poco (+0,3% nel 2016), ma elevate restano le incognite, sia per fattori interni, sia per l’attuale instabilità internazionale. E il clima di incertezza per quel che riguarda la fiducia delle imprese – pur restando più elevato della media degli ultimi anni – si riflette proprio nel meridione.

Nonostante ciò, continua la crescita delle imprese di capitali (16mila imprese in più pari a +6%), delle imprese giovanili (oltre 220mila al Sud), delle start up innovative (+39,2% rispetto allo scorso anno), e delle imprese in rete (+3.700 a giugno 2016). In parte si tratta tuttavia di piccole imprese. Il che va a rafforzare quella che è la caratteristica del tessuto produttivo del Sud che resta composto per la quasi totalità da micro e piccole imprese(il 99% di tutte le aziende meridionali ha meno di 49 dipendenti). Record anche per quel che riguarda le esportazioni, ma con qualche ombra. Rispetto al primo trimestre del 2015, l’export del Mezzogiorno cresce del 2,5%.

All’interno delle macroaree, tuttavia, si rafforza la differenzazione dei risultati. Calano le esportazioni in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, e Sardegna. Crescono invece in Abruzzo, Molise e Basilicata. Nello specifico cresce l’export dell’automotive e dell’elettronica ma cala quello dei prodotti della raffinazione, dei prodotti chimici e farmaceutici e, per la prima volta, subisce una battuta d’arresto l’agroalimentare (-2,4%), settore cresciuto ininterrottamente anche negli anni della crisi.

Sale inoltre l’export verso i Paesi dell’Eurozona e gli Usa e cala quello verso i Brics e verso i Paesi caratterizzati da forte instabilità tra cui la Turchia (-35%) e la Libia (-20%). E ancora, migliora il tasso di occupazione, salito a +0,6 punti in più rispetto al primo semestre dell’anno passato, con oltre 50mila occupati in più ma frena la crescita degli occupati a tempo indeterminato anche a causa della riduzione dell’effetto degli sgravi contributivi. Le assunzioni agevolate nei primi 5 mesi si sono infatti ridotte rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Elevata resta ancora la disoccupazione (oltre al 20%), soprattutto quella giovanile (53,9%) e femminile (22,2%). Segnali positivi invece da turismo, con un costante incremento degli arrivi nei porti (150mila crocieristi in più nel solo porto di Napoli) e negli aeroporti (+3,4%). Crescono gli introiti di musei, monumenti e aree archeologiche di oltre il 13% che confermano il valore aggiunto per il Sud costituito dalla filiera della cultura che produce ben 14 miliardi di euro e oltre 300mila occupati.

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