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VIDEO | Periferie, Battilocchio (FI): “L’istituzione della giornata nazionale è un segnale positivo”

Il presidente della commissione: "Da Caivano a Tor Bella Monaca ci chiedono servizi funzionanti e più Stato"

Pubblicato:04-07-2024 16:35
Ultimo aggiornamento:04-07-2024 16:38

giornata nazionale periferie
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ROMA – La legge che istituisce la giornata nazionale delle periferie, approvata all’unanimità dalla Camera, è “una bella pagina di politica parlamentare, un segnale positivo che si lancia alle periferie. Il 24 giugno sarà, a partire dall’anno prossimo, la giornata nazionale delle periferie urbane”. Una data che “nasce da un evento drammatico”, quando “il 24 giugno 2014 veniva uccisa la piccola Fortuna Loffredo a Caivano”. Lo afferma Alessandro Battilocchio (FI), presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sullo stato di sicurezza e degrado delle città e delle loro periferie, intervistato dall’agenzia Dire.

La giornata è stata istituita per affrontare “le tante problematiche e criticità che riguardano le nostre periferie”, ma anche per parlare “delle tantissime storie belle di rinascita, di riscatto e di rivincita che ci sono nel nostro Paese. Tanti esempi positivi che parlano di una periferia italiana che, da Nord a Sud, sta rialzando la testa. Siccome la richiesta principale che ci fanno, girando sui territori, è quella di mantenere accesa la luce e alta l’attenzione sulle periferie, questo è un piccolo segnale nella giusta direzione per dare continuità ai nostri interventi”, prosegue il presidente della commissione. Quindi, spiega Battilocchio, “con soddisfazione prendiamo atto di questa bella pagina scritta dalla Camera dei Deputati la settimana scorsa, su una proposta che nasce da una mia iniziativa, ma che poi ha trovato il consenso di tutti i gruppi politici”.

Dalla sua istituzione, la commissione bicamerale si è recata in diverse zone del Paese: da Tor Bella Monaca e Primavalle a Roma a Caivano e Scampia a Napoli, da Bari a Catania fino a Genova: “Questa è una commissione che ha svolto buona parte della sua attività in questi mesi sul campo, sul territorio- sottolinea Battilocchio- Abbiamo visitato molte città metropolitane, da Roma a Napoli, da Bari a Genova e Catania. Il tratto comune che si riscontra è innanzitutto la necessità di garantire una presenza dello Stato, perché per troppi anni le istituzioni sono state percepite come qualcosa di lontano e di distante. Un secondo aspetto è quello che i cittadini delle periferie non vogliono sentirsi cittadini di serie B. Quello che chiedono è avere ordinarietà nei loro territori, mezzi di trasporto funzionanti, sicurezza, condizioni di decoro, servizi scolastici e offerta formativa che siano all’altezza del resto delle città”.


Nel corso delle audizioni a palazzo San Macuto, circa venti in tutto, la commissione vanta il record di ministri auditi. Oltre a rappresentanti delle istituzioni locali e delle associazioni: “Ci stiamo muovendo attraverso uno schema d’azione a triplice punta. Da un lato approfondimento, analisi e ricerca attraverso le audizioni ma anche attraverso delle iniziative che stiamo facendo sui vari ambiti, per esempio coinvolgendo le forze dell’ordine, l’Istat, il Cnel, l’Istituto Nazionale di Urbanistica. Quindi da un lato analisi e dall’altro proposta perché l’obiettivo e l’ambizione della Commissione parlamentare di inchiesta è anche quella, essendo noi legislatori, di fare delle proposte concrete”.

Alcune, sottolinea Battilocchio, “siamo riusciti già a realizzarle, ma mancano ancora oltre tre anni di legislatura, quindi l’ambizione è di proseguire su questo aspetto. Il terzo ambito, non meno importante, è quello della presenza sui territori per far capire che non possono più esistere zone franche e che in termini di legalità lo Stato non è disponibile a cedere nemmeno un millimetro. Quindi analisi, proposta, presenza sul territorio. Su questo schema d’azione proseguiremo il nostro impegno”.

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