Migranti, Emergency: “Europa si tira indietro, dopo i muri i carrarmati”

Emergency attacca quella che definisce una "politica repressiva delle migrazioni, che ignora la sofferenza di milioni di esseri umani"
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ROMA – “L’Unione europea ancora una volta dimostra di non capire la crisi umanitaria di fronte alla quale si trova. Le proposte per gestire il flusso dei migranti in arrivo dal nord Africa vanno verso la militarizzazione del Mediterraneo e dei Paesi attraverso cui transitano i migranti”. Così Emergency, l’ong fondata da Gino Strada. “Finanziare i centri di raccolta dei migranti in Libia– spiega l’organizzazione-, che sono a tutti gli effetti campi di detenzione e di tortura, investire per controllare i confini dei paesi di transito, dove vengono sistematicamente violati i diritti umani, impedire alle navi delle Ong l’attracco nei porti italiani sono tutte facce di una politica repressiva delle migrazioni, che ignora la sofferenza di milioni di esseri umani”.

“L’Europa si sta tirando indietro- dice Emergency-. Ai muri si sono aggiunti i carri armati. L’Italia, che ha dimostrato fin dall’operazione Mare Nostrum, i suoi principi di umanità e solidarietà deve farsi portatrice presso l’Unione Europea di altre proposte per l’accoglienza di chi scappa dalla guerra e dalla povertà. Solo l’apertura di canali legali e sicuri di accesso all’Europa – i corridoi umanitari e la concessione di visti per ragioni di lavoro e studio – e solo la condivisione dell’accoglienza e di politiche comuni di integrazione possono permettere di regolare i flussi nel rispetto dei diritti e della sicurezza di tutti”.

“E se anche l’Italia si ritroverà inizialmente sola in questo compito non rinunci a praticare il rispetto della vita e della dignità umana“, conclude l’Ong.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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