domenica 9 Agosto 2026

“Un malato di Sla ‘parcheggiato’ per 14 ore al Pronto soccorso”: denuncia choc in Sardegna

Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Alessandro Sorgia solleva il caso: "Un calvario inammissibile e disumano". E punta il dito contro Todde

CAGLIARI – Un paziente grave, affetto da sla, lasciato ad aspettare il suo turno in pronto soccorso per 14 ore: secondo la stampa locale l’episodio è avvenuto all’ospedale Santissima Trinità di Cagliari. Ma chi lo denuncia, il consigliere regionale di Fdi, Alessandro Sorgia, si riferisce genericamente a un Ps della Sardegna.

SORGIA: “GRAVISSIMO EPISODIO DI MALASANITÀ”

“È inammissibile e disumano che un paziente affetto da sla, in condizioni di assoluta criticità, debba attendere oltre 14 ore in una sala d’attesa di un pronto soccorso, trattato con una negligenza che non esito a definire vergognosa. I malati non sono cittadini di serie B o semplici numeri da parcheggiare in un angolo, e non possono essere lasciati a morire di burocrazia e inefficienza”. Così infatti Alessandro Sorgia, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, denuncia, spiega, “un gravissimo episodio di malasanità” avvenuto nelle scorse ore in un ospedale sardo.

IN PS PER UNA “GRAVE E DOLOROSA EMERGENZA”

Nella serata di ieri, racconta il meloniano, “un paziente affetto da sla da oltre vent’anni, tracheotomizzato, nutrito tramite peg e completamente dipendente dall’assistenza sanitaria, è stato trasportato in ambulanza al pronto soccorso per una grave e dolorosa emergenza: a causa del blocco involontario della mandibola provocato dalla patologia, la lingua è rimasta incastrata fuori dalla bocca, sviluppando rapidamente gonfiore, indurimento e un principio di necrosi”.

“UN CALVARIO DI 14 ORE PER UNA PRESTAZIONE DI 10 MINUTI”

Dalle 18 del pomeriggio fino al mattino successivo, la denuncia di Sorgia, il paziente sarebbe stato lasciato in sala d’attesa: “Solo dopo oltre 14, e a seguito delle disperate insistenze della famiglia, un medico si è infine avvicinato al malato. L’esito di questa estenuante attesa ha dell’incredibile: al paziente è stato semplicemente comunicato che quanto accaduto era ‘una conseguenza della malattia’”. Non solo. “La soluzione proposta è stata la prescrizione di cortisone e le immediate dimissioni per rimandarlo a casa- fa sapere Sorgia-. Quattordici ore di calvario per una prestazione che, se effettuata tramite accesso diretto nel reparto competente, avrebbe richiesto dieci minuti“. Insiste l’esponente del centrodestra: “Parcheggiare per 14 ore in una sala d’attesa promiscua un malato di sla, già estremamente fragile e con difese immunitarie compromesse, significa esporlo al rischio altissimo e inaccettabile di contrarre virus, batteri e infezioni di vario genere. Un azzardo che per questi pazienti può rivelarsi letale”.

“LA CAUSA DEL DISASTRO STRUTTURALE? ALESSANDRA TODDE”

Il consigliere di Fdi punta poi il dito contro “le cause strutturali di questo disastro, con lo smantellamento di una rete di assistenza che per anni aveva protetto questi malati: il mancato accesso diretto in rianimazione”.
Il risultato di queste scelte “è sotto gli occhi di tutti- rimarca Sorgia-: pazienti abbandonati a se stessi e scaricati nei pronto soccorso senza alcuna assistenza specifica. E le responsabilità politiche di questo scempio hanno un nome e un cognome: Alessandra Todde“. La presidente della Regione, sottolinea, “non solo non riesce a gestire le emergenze, ma sta di fatto perpetrando il definitivo sfascio della sanità sarda. È inaccettabile che si continuino a fare squallidi giochi di potere, tutto, drammaticamente, sulla pelle dei sardi e dei pazienti più fragili”.

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