lunedì 7 Settembre 2026

La vicepresidente del Parlamento UE Pina Picierno lascia il Pd: “Contaminati dai cinquestelle”. Schlein: “Dispiaciuta”

Accuse alla segreteria Schlein di appiattimento culturale sul Movimento 5 Stelle e denuncia l'isolamento subìto dopo le minacce di morte della Russia

ROMA – Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo e tra le esponenti dem con il ruolo istituzionale più rilevante a livello internazionale, ha deciso di lasciare il partito. In una lunga e sofferta intervista rilasciata a Il Foglio, Picierno (cresciuta politicamente proprio al Nazareno fin dai tempi della Margherita) spiega i motivi di una frattura profonda e insanabile con l’assetto ideologico impresso dalla segreteria di Elly Schlein.

“IL M5S HA CONTAMINATO IL PD”

Alla base dell’addio di Picierno c’è la progressiva perdita dell’identità riformista del partito, che un tempo rappresentava il grande progetto di sintesi democratica nato nel 2007. Secondo l’eurodeputata, il Pd ha smesso di governare la complessità per ripiegare su battaglie puramente testimoniali e di mera rappresentazione, inseguendo i riflessi condizionati del populismo.

“Il Movimento 5 stelle è cambiato profondamente rispetto alle sue origini. Ha perso quella carica di novità e si è progressivamente adattato ai rituali più tradizionali della politica italiana. Sono passati dall’uno vale uno al ‘Conte al governo vale tutto’. Ma non si è trattato di una maturazione politica, piuttosto di una normalizzazione dell’antipolitica. Una forza nata per governare il cambiamento ha finito talvolta per inseguire il linguaggio di chi il cambiamento preferisce contestarlo. Quando una forza riformista rinuncia alla battaglia delle idee e sposta tutto sulla competizione tra leadership, smette di essere protagonista e diventa imitatrice.”

Picieno critica aspramente la stagione dei “No” ideologici e i tabù economici che bloccano il Paese, citando il Superbonus 110% come caso clamoroso di spesa pubblica inefficiente, e chiede un approccio pragmatico e non ideologico su fisco, infrastrutture, Green Deal e nucleare.

LE MINACCE DI PUTIN: NESSUNA SOLIDARIETA’ DAL MIO PARTITO

Il punto di rottura più doloroso e strettamente personale riguarda la politica estera e la sicurezza. Picierno, che vive sotto tutela da molti anni a causa delle minacce ricevute dalla Russia di Putin per il suo netto supporto all’Ucraina, denuncia una totale mancanza di solidarietà da parte dei vertici nazionali del Pd, un silenzio strategico adottato pur di non incrinare l’asse politico con Giuseppe Conte.

“Ho sperimentato una grande solitudine, anche di fronte a vicende dure in cui avrei avuto bisogno di sentire accanto la mia comunità. Non c’è stata solidarietà per le notizie false sul mio conto, per le fabbriche di troll sempre attive sui miei profili, né per le minacce alla mia incolumità e per la scorta che è seguita. Dal gruppo dirigente nazionale del mio partito non c’è stato nessun aiuto, nessuna mano tesa. Al contrario: hanno voluto ‘silenziare’ quello che mi stava succedendo fino al punto di impedire interviste o uscite tv per raccontare questa mia vicenda umana e politica.”

Secondo la vicepresidente del Parlamento UE, l’antifascismo oggi non può prescindere dal contrasto al “fascismo putiniano”, e Kyiv rappresenta la frontiera politica e morale imprescindibile dell’Europa. Su questo versante, Picierno lancia un monito durissimo anche sul posizionamento del partito rispetto alle derive antisemite nel dibattito pubblico: “Non esiste un antisemitismo tollerabile perché proviene dal campo ‘giusto’. È una deriva che dovrebbe preoccupare tutti.”

“NON SERVE L’ENNESIMO PARTITINO, SERVE UN PROGETTO LARGO”

Nonostante lo strappo doloroso, Picierno chiarisce di non voler abbandonare l’orizzonte del centrosinistra, ma di voler lavorare per ricomporre la diaspora di milioni di elettori riformisti, socialisti, radicali e liberali che non si sentono più a casa nell’attuale polarizzazione della politica italiana. L’obiettivo, precisa, non è frammentare ulteriormente il quadro politico con una nuova micro-sigla di centro.

“Non credo affatto che serva l’ennesimo piccolo partitino. Penso che sia necessario ridurre la frammentazione e dare una casa accogliente, plurale e inclusiva, all’elettorato democratico, socialista, radicale liberale e riformista. E credo che ci possa e ci debba essere un impegno comune per fare nascere, tenendo insieme le differenze e le storie, un nuovo soggetto politico largo, che nasca per unire esperienze e personalità politiche diverse. Mi metto al servizio di questa idea e di questo progetto”.

SCHLEIN: DISPIACIUTA PER PICIERNO, PARTITO INCLUSIVO CON LINEA CHIARA

“Sono molto dispiaciuta, lo sono sempre quando qualcuno decide di lasciare. Noi continueremo a lavorare per un Pd plurale, inclusivo, naturalmente senza rinunciare al mandato chiaro che abbiamo avuto per una linea chiara e progressista, però sempre con cura e attenzione al suo pluralismo che è un valore”. Così la segretaria Pd Elly Schlein arrivando alla presentazione del libro di Cesare Damiano. A chi le chiede se il Pd non è più la casa dei riformisti, replica: “Non condivido questa lettura, il Partito Democratico continuerà ad essere plurale ed inclusivo, avere cura delle sue diverse culture politiche, sensibilità e esprimere una linea chiara sui fondamentali costituzionali”, conclude la dem

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