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In Emilia-Romagna 27 incidenti in sei mesi. I sindacati: “Come una strage”

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Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato un presidio davanti alla Prefettura di Bologna per sensibilizzare sulla sicurezza sul lavoro e sollecitare i candidati sindaco
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BOLOGNA – Sindacati in coro per dire “stop alle morti sul lavoro”. Lo hanno gridato oggi in presidio Cgil, Cisl e Uil davanti alla Prefettura di Bologna. Un’iniziativa che fa parte di una campagna di pressione per presentare al Governo una proposta per finanziare formazione e consapevolezza sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso i fondi del Pnrr e quelli per la coesione sia europei che nazionali. Un appello che arriva all’indomani di altri due incidenti sul lavoro: ieri nel bolognese, ad Argelato, un operaio è rimasto ferito gravemente in un incidente con il muletto (e altri due episodi analoghi sono avvenuti a fine maggio); a Piacenza invece cinque operai che viaggiavano su un furgone sono morti dopo uno scontro con un tir. Per questo, dal palco di piazza Roosevelt, i sindacati lanciano la loro piattaforma nazionale per far sì che in quest’anno si pongano le basi “per arrivare a zero morti sul lavoro. Non ci accontentiamo di una percentuale, di un morto o due. Noi diciamo zero morti sul lavoro”, sottolinea Giuliano Zignani, segretario della Uil di Bologna e dell’Emilia-Romagna.

C’è da fare una cosa abbastanza semplice, investire sulla salute dei lavoratori e delle lavoratrici. Dobbiamo intervenire investendo in sicurezza, sull’Ispettorato del lavoro, sugli ispettori dell’Inps e dell’Ausl, e se necessario anche sulle Forze dell’ordine che devono controllare la salute e la sicurezza“, è la ricetta di Zignani, che ricorda come dall’inizio dell’anno a oggi “in Italia sono morti oltre 310 lavoratori, in Emilia-Romagna con quelli di ieri 27. Una vera e propria strage”.

Non basta il controllo, però. “Bisogna creare anche una cultura della sicurezza, che parta dalle scuole– aggiunge Maurizio Lunghi, segretario della Cgil di Bologna- per far sì che certi episodi non accadano più sui luoghi di lavoro”. Gli fa eco Enrico Bassani, segretario Cisl area metropolitana bolognese: “Si parte dalla formazione, dal mettere in ordine i posti di lavoro, come logistica, come addestramento alle persone prima che inizino a lavorare, con un ciclo continuo di formazione durante l’attività lavorativa, con il rispetto dei contratti di lavoro dei turni e del benessere psicofisico”. Un processo che “non è monocorde, richiede investimento anche di soldi, bisogna dirlo”. Per questo il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, secondo i sindacati confederali, dovrà essere al centro delle proposte per i candidati sindaco, ora che si entrerà nel vivo della campagna elettorale.

“Quello che a noi preme è che chiunque si candidi e pensi al ruolo di una città abbia in mente il lavoro. L’auspicio è che chiunque pensi ad amministrare la città abbia in mente che questa sarà la priorità degli anni a venire”, dice Bassani. Per il momento però, “si è parlato molto di cose che girano attorno al tema”, lamenta Lunghi, che però si augura “che una volta deciso il candidato del centrosinistra si possa aprire un confronto vero di merito”. In ogni caso, bisognerà “cominciare a parlare di progetti e di programmi- spiega Zignani- perché non abbiamo ancora capito bene qual è il progetto dei candidati della sinistra, non abbiamo ancora capito bene qual è il progetto per la città del futuro. Io, la Uil chiede una cosa: al centro occorre mettere l’uomo non il profitto, la persona e non le multinazionali. Se ragioniamo in questa maniera avremo una città per i prossimi anni a misura d’uomo”, conclude Zignani.

Un appello, quello dei sindacati, accolto dai rappresentanti politici presenti. Al presidio infatti hanno partecipato anche gli esponenti Pd Marco Lombardo, assessore comunale al Lavoro, e il deputato Andrea De Maria. “Morire sui luoghi di lavoro è inaccettabile”, chiarisce subito Lombardo. “Non ci si può muovere sulla dittatura dell’emergenza ma investire sulla prevenzione nelle aziende e nelle scuole, proprio perché nessuno possa parlare di fatalità. Tutti e due i candidati devono impegnarsi, e so che saranno impegnati da questo punto di vista. E anche oggi il fatto che ci siano esponenti del Pd che sostengono diversi candidati (Lombardo sostiene Conti mentre De Maria Lepore, ndr) ma che sono in piazza, questo dimostra che su questo tema non ci possono essere divisioni”.

Dello stesso avviso De Maria. “Non vorrei parlare di primarie, sono qua a sostenere questa battaglia. Sono convinto che tutto il centrosinistra, tutto il Partito democratico sarà in campo a sostegno di questa lotta per i diritti del lavoro ed è una grande priorità su cui tutti noi dobbiamo fare la nostra parte”, chiosa il deputato. “Le morti sul lavoro sono oggi più che mai una priorità per tutte le istituzioni. Un dramma che si ripete ogni giorno. Le proposte che i sindacati stanno formulando unitariamente sono importanti e condivisibili. Nella iniziativa di governo e parlamentare sarà importante tenerne conto”, aggiunge De Maria.

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