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Covid, Gimbe: “Serve definire un numero standard di tamponi, troppe differenze tra le regioni”

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Il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta, invita a uniformare il numero di test, un parametro che può influenzare la decisione sul colore delle regioni
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ROMA – “La zona bianca si conquista dopo 3 settimane consecutive con incidenza <50 casi su 100 mila abitanti. Ma sarebbe ‘cosa buona e giusta’ definire uno standard di persone testate viste le diseguaglianze tra regioni“. È quanto scrive sul proprio profilo Twitter il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, allegando un grafico con i dati elaborati nel periodo compreso il 12 maggio e l’1 giugno, che riporta la classifica del numero di tamponi effettuati per ogni regione.

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Altre quattro regioni in zona bianca da lunedì: Abruzzo, Liguria, Umbria e Veneto

Sul gradino più alto del podio c’è il Lazio, la cui media giornaliera di persone testate per 100mila abitanti è pari a 199. Seguono la Toscana con 176, la Campania con 158, il Molise con 140, la Provincia Autonoma di Trento con 137, la Sicilia e la Lombardia con 131, la Calabria con 130, la Provincia Autonoma di Bolzano con 122, la Valle d’Aosta con 117, la Liguria con 114, il Piemonte ed il Friuli-Venezia Giulia con 113, le Marche con 112, la Sardegna con 107, l’Abruzzo con 83, la Basilicata con 76, l’Umbria con 68, l’Emilia Romagna ed il Veneto con 56 e la Puglia, ultima, con 49 test per 100 mila abitanti.

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