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Mali, dopo il golpe la Francia sospende la cooperazione militare

Il governo di Parigi ha chiesto garanzie alle autorità di Bamako, dopo il colpo di stato del colonnello Assam Goita che ha destituito l'esecutivo di transizione incaricato di indire nuove elezioni
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ROMA – La Francia ha deciso di sospendere “a titolo precauzionale e temporaneo” ogni attività di cooperazione militare con le forze di sicurezza del Mali, fintanto che “la questione della transizione non sarà chiarita”: così ha annunciato il governo di Parigi nella serata di ieri, spiegando che con questo gesto intende esortare la transizione democratica e repubblicana in Mali.

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IL COLPO DI STATO E L’ARRESTO DEI PRESIDENTI

A Bamako, il 24 maggio, le forze armate hanno preso il potere con un colpo di stato, destituendo l’esecutivo di transizione che era stato incaricato di organizzare nuove elezioni. Il presidente e il primo ministro del governo ad interim, Bah N’Daw e Moctar Ouane, erano stati fermati dalla giunta militare guidata dal colonnello Assam Goita, autore del golpe. Dopo le dimissioni, sono stati rilasciati e Goita si è auto-proclamato presidente. Il colonnello non ha ancora nominato dei ministri nella giunta militare, e indiscrezioni di stampa ieri riferivano che le prime nomine dovrebbero arrivare non prima di lunedì prossimo.

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PARIGI RITIRA TUTTI GLI UFFICIALI

Il governo francese, che dal 2014 mantiene in Mali la missione anti-jihadista Barkhane con oltre 5.000 uomini, ha chiarito che “attende delle garanzie” dalle autorità di Bamako, che al momento si riducono al colonnello Goita. Per il momento quindi la Francia interrompe “le operazioni militari congiunte con l’esercito maliano, così come le missioni nazionali di consulenza” alle istituzioni di difesa e sicurezza del paese del Sahel. Saranno pertanto ritirati “tutti gli ufficiali di pianificazione e programmazione dallo staff delle forze armate maliane, nonché gli ufficiali di collegamento nell’esercito di terra e nell’intelligence“. Parigi ha concluso sottolineando che ora “sta alle autorità del Mali rispondere con rapidità”. A marzo scorso, l’Italia ha autorizzato l’invio di circa 200 militari in Mali per sostenere la Task force europea ‘Takuba’, posta proprio sotto il comando dell’operazione francese Barkhane.

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