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Tg Psicologia, edizione del 4 giugno 2021

Si parla di autolesionismo, anoressia nervosa, autismo, disturbi in era Covid sui più piccoli
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SPERANZA: “NEL SSN SPAZIO A NEUROPSICHIATRIA E ASSISTENZA PSICOLOGICA”

“Credo che nel Servizio sanitario nazionale del futuro ci sarà grande spazio per i temi della pediatria. Ora bisogna pensare al dopo, a ridisegnare l’assistenza sanitaria, in cui i temi della pediatria sono importanti e a cui abbiamo dedicato, come primo passo di un percorso, investimenti per la Neuropsichiatria infantile e il rafforzamento del servizio di assistenza psicologica”. Lo afferma Roberto Speranza, ministro della Salute, in un videomessaggio di saluto per il 76esimo congresso della Sip.

AUTOLESIONISMO, BAMBINO GESÙ: +20 VOLTE RICHIESTE AIUTO 2011-2018

“Con la seconda ondata pandemica stiamo osservando un’enorme richiesta di aiuto da parte dei ragazzi, ma è una tendenza che registravamo già da 10 anni a questa parte. Tra il 2011 e il 2018, infatti, le richieste di consulenze neuropsichiatriche al Dea dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma sono aumentate di circa 6 volte, passando da 155 a 889. E in questo quadro sono aumentate di circa 20 volte (da 12 a 237) le richieste di aiuto per motivi di autolesionismo e comportamenti suicidari”. A tracciare il quadro è Giulia Serra, psichiatra dell’Opbg.

ANORESSIA NERVOSA TERZA MALATTIA CRONICA TRA ADOLESCENTI

“L’anoressia nervosa è la malattia psichiatrica più comune nelle giovani donne ed è la terza malattia cronica dopo l’obesità e l’asma negli adolescenti. L’indice di mortalità è del 5% in età adulta e del 2% in età pediatrica”. A illustrare i dati e le caratteristiche dell’anoressia nervosa che colpisce soprattutto i giovani del nostro Paese è Valeria Zanna, neuropsichiatra infantile e direttrice dell’Unità operativa semplice Anoressia nervosa e disturbi alimentari dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

AUTISMO, IDO AI PAPÀ: GIOCATE CON VOSTRI FIGLI, RISULTATI ARRIVANO

“La difficoltà di comprendere i comportamenti dei propri figli è una regola generale, ma nell’autismo i padri sono in una situazione ancora più complicata. Ciò che conta veramente “è che il padre provi a giocare con il figlio. Se c’è l’intento di giocare si può sempre cambiare e i risultati arrivano con l’impegno”. A spiegare la difficile relazione tra bambini con disturbi dello spettro autistico e i loro padri è Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’IdO.

ERA COVID PIÙ A RISCHIO DISTURBI? PARTITO SCREENING NEI NIDI

“Il 40% dei bimbi che hanno frequentato i nidi durante la pandemia presenta ritardi o disturbi del linguaggio, il 30% difficoltà di regolazione emotiva, un altro 30% ritardi psicomotori, il 5% comportamenti a rischio per disturbi dell’area dello spettro autistico e/o della sensorialità, il 2,5% mostra precursori per sospette disabilità intellettive”. A dirlo è Elena Vanadia, neuropsichiatra infantile dell’IdO, presentando i risultati di uno screening condotto su 116 bambini in 5 nidi d’infanzia. “Mettendo a confronto questi dati con quelli del nostro ambulatorio dei nati pretermine e dei nati da procreazione medicalmente assistita, di per sé popolazioni a rischio- dice Vanadia- vediamo che le percentuali non sono dissimili”.

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