Quartapelle (Pd): “Donne protagoniste di pace”

Esperte fanno il punto al 2^ incontro di `Exodus`
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “La condizione femminile e` la condizione della societa` intera, non di una sua parte, e riuscirne a discutere anche in Occidente e` importante. E negli ultimi tempi la percezione della donna e` cambiata, anche grazie alla risoluzione 1325 dell`Onu che definisce il ruolo delle donne nei conflitti, riconoscendone il ruolo di mediatrici di pace”. Cosi` Lia Quartapelle, deputata del Partito democratico, intervenendo a `Libera di essere`, il secondo appuntamento del ciclo di incontri `Exodus.

Migrazioni, sviluppo sostenibile, diritti umani, dialogo e mutuo rispetto`, presso la chiesa di san Francesco Saverio del Caravita a Roma, promosso e sostenuto dalla Fondazione Migrantes, Caritas Italiana, Caritas di Roma, e realizzato dalla associazione A.M.I.C.I. con la collaborazione di Agite S.r.l. Dopo quella risoluzione, prosegue la deputata, “ai tavoli di pace internazionali si cominciano a invitare anche le donne, come portatrici sane di un`idea diversa di societa`. E in alcuni casi ha funzionato: pensiamo alla presidente Catherine Samba Panza che ha fatto da garante per la tregua e poi la pace in Repubblica Centrafricana”. Quartapelle si chiede se non si potrebbe replicare tale schema anche in Libia, laddove “tutti i tentativi di dialogo, a cui hanno partecipato solo i leader degli eserciti in guerra, sono falliti”.

In questa epoca, dove anche i paesi in pace si confrontano con la minaccia dell`estremismo religioso, che nel mirino ha anche le donne, Souad Sbai, presidente di Acmid Donna onlus e Centro Alti Studi Averroe`, esorta a non cedere alle menzogne del fanatismo:”Nel corano ad esempio, l`obbligo per le donne del hijab, il velo islamico, non e` contemplato” dice la giornalista, secondo cui oltre il ruolo di mediazione le donne devono assumere anche posizioni di primo piano: “devono stare dappertutto, e fare politica. Pensiamo all`Arabia Saudita, dove le attiviste stanno scendendo in piazza per i loro diritti”. Spetta a Liliana Ocmin, responsabile Coordinamento Nazionale Donne Cisl, fare il punto sulla situazione in Italia: “Viviamo un momento infelice, dove la condizione delle donne arranca” dichiara Ocmin ricordando che in Italia “abbiamo il piu` basso tasso di occupazione femminile, mentre la natalita` scende perche` le donne devono scegliere tra famiglia e lavoro.

La crisi economica- avverte- l`hanno pagata le donne”. Tuttavia, per salvaguardare i diritti delle donne occidentali “la politica non puo` sacrificare quelli delle donne migranti”.L`esperta cita il caso della “sindrome italica”, una patologia psicologica che colpisce le donne dell`Europa dell`est che tornano nei propri paesi dopo anni trascorsi a lavorare come badanti in Italia. “Soffrono condizioni difficili, la fatica, il peso di aver lasciato le proprie famiglie per tanti anni”. Poi ci sono le vittime di tratta: “bisogna scardinare il mercato. Per salvare le ragazze dal traffico della prostituzione- conclude Ocmin- bisogna partire educando i giovani uomini a non mercificare i corpi”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

4 Giugno 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»