Whirlpool, Di Maio ad azienda: “Non si prende per il culo lo Stato”

Di fronte a risposte generiche della Whirlpool, il vicepremier riconvocherà il tavolo tra una settimana
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ROMA – “La Campania non si tocca, Napoli non molla, Di Maio uno di noi, la lotta dura e non ci fa paura”, sono gli slogan urlati dai lavoratori arrivati da Napoli per seguire i lavori del tavolo convocato al Ministero dello Sviluppo Economico sulla Whirlpool. Gli operai si fanno sentire davanti all’ingresso di via Molise mentre è in corso la riunione presieduta da Di Maio.

“Non si prende per il culo lo Stato italiano, non con me, non con questo governo”, ha dichiarato Di Maio secondo fonti sindacali. Che il ministro intendesse assumere una posizione di attacco nei confronti dell’azienda, che ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Napoli, lo si è capito fin dalle prime battute. Appena arrivato all’incontro al Mise infatti Luigi Di Maio, riferiscono fonti sindacali, ha fatto in modo di essere seduto tra i sindacalisti e di fronte all’azienda, facendo spostare diverse persone già sedute.  

Lo Stato si farà rispettare. Si sono firmati accordi ben precisi, state creando un precedente gravissimo. Dovete rispettare le Istituzioni e i lavoratori. Io sono e sempre sarò al loro fianco. Siamo disposti a impegnarci ancora di più con l’azienda per trovare una soluzione”, spiega il vicepremier. “Dal 2014 a oggi la Whirlpool ha preso 27 milioni di fondi pubblici”, prosegue Di Maio. “Se non siete in grado di dare risposte e devo rivolgermi ai vertici della multinazionale ditelo subito. Non perdiamo tempo”.

DA AZIENDA ‘PAROLE VAGHE’, NUOVO ROUND PROSSIMA SETTIMANA

Di fronte a risposte generiche della Whirlpool il ministro Luigi Di Maio riconvocherà il tavolo tra una settimana. È quanto si apprende da fonti presenti all’incontro al Mise, che si è da poco concluso. Luigi La Murgia, ad di Whirlpool Italia, secondo quanto riferito da fonti sindacali, ha detto di non voler “chiudere” lo stabilimento di Napoli ma di voler “individuare soluzioni per garantire posti di lavoro sostenibili a lungo tempo. Oggi una soluzione non l’abbiamo”, ha aggiunto il dirigente, confermando la volontà di vedere a terzi. Di fronte a questa posizione il ministro avrebbe invitato l’azienda ad una ulteriore riflessione, rimandando il punto alla prossima settimana. Le parole dell’azienda vengono definite “vaghe e ambigue” dalla segretaria della Fiom, Barbara Tibaldi.

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4 Giugno 2019
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