Nel M5S scommettono: Salvini capirà che non gli conviene rompere

Il leader del Carroccio si prende 15 giorni per decidere. E la partita diventa psicologica
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ROMA –  Sì, il momento è difficile e la crisi di Governo è possibile. “Salvini è strattonato da più parti, Giorgetti per primo, per staccare la spina e capitalizzare con il voto anticipato… ma nel M5S nessuno gli offrirà alibi. Toccherà a lui assumersi la responsabilità di fronte agli italiani e poi vedremo che ripercussione avrà nei sondaggi”. Tocca al leader della Lega decidere, e lui si è preso ancora 15 giorni. Le parti si sono espresse, ora il gioco si sposta più a livello psicologico: ‘convincersi’ che è giusto rischiare e andare al voto presto, oppure che è meglio spostare il tiro, magari su qualche ministero di peso in più per la Lega e riprendere la marcia.

In molti dentro i Palazzi della politica pensano che si voterà alla fine di settembre. Ma non è detto, perché ci sono tanti elementi da considerare e che il leader della Lega sta sicuramente analizzando. Prima di tutto il rapporto con la Commissione europea: sarà scontro e procedura d’infrazione? In quel caso, possibile l’arrivo di una tempesta finanziaria che metterebbe il Paese ancora più a rischio e sarebbe veramente da folli pensare di andare pure a elezioni anticipate.

Ancora, il ruolo di garanzia del presidente Conte. E’ stato scelto perché due forze antisistema come la Lega e il M5S, spiega una fonte qualificata dei ‘grillini’, “non potevano assumersi la premiership in prima persona. A livello internazionale, soprattutto Salvini, ha molti nemici per i suoi rapporti con la Russia di Putin. Questo ha un peso, facile pensare che non gli farebbero sconti, si pensi a cosa è successo ai suoi amici in Austria”.

Se così fosse, in attesa del via libera internazionale, il leader della Lega dovrebbe ripiegare e accontentarsi di rafforzare il peso dentro al Governo. “Ma deve essere Salvini a dirci che vuole tre ministeri in più, lo deve dire apertamente e intavolare una trattativa con il presidente del Consiglio Conte”. Più poltrone per il cambiamento, basterà?

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4 Giugno 2019
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