Gli scienzati avvertono: piogge sono e saranno estreme, governi si adeguino

L'analisi dei fenomeni estremi tra il 1964 e il 2013 porta gli scienziati a questa conclusione. Lo studio è dell'Alma Mater di Bologna e dell'Università di Saskatchewan in Canada
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

BOLOGNA – Negli ultimi 50 anni i fenomeni di piogge estreme sono aumentati in modo costante. E in tutto il mondo. Tanto che gli scienziati raccomandano ai Governi di dotarsi presto di infrastrutture capaci di sopportare shock frequenti. La nuova conferma sui problemi legati al riscaldamento globale e ai cambiamenti climatici arriva da uno studio realizzato dai ricercatori dell’Alma Mater di Bologna e dall’Università canadese del Saskatchewan, pubblicato sulla rivista ‘Water resources research’.

L’analisi ha preso in considerazione il numero di fenomeni piovani estremi tra il 1964 e il 2013, studiando più di 8.700 resoconti giornalieri delle precipitazioni raccolti da oltre 100.000 stazioni metereologiche di tutto il mondo. I ricercatori hanno così verificato come questi fenomeni metereologici siano aumentati costantemente in tutte le aree considerate: Europa, Russia, Cina, Australia e vaste zone del Nord America. In particolare nell’ultimo decennio, tra il 2004 e il 2013, il numero di piogge estreme a livello globale è stato superiore del 7% rispetto a quanto previsto: una percentuale che cresce fino all’8,6% se si considerano solo Europa e Asia.

Questo trend in costate crescita, secondo gli studiosi, può essere messo in relazione con il riscaldamento globale causato dall’attività dell’uomo. Temperature più alte portano infatti a un maggiore accumulo di acqua nell’atmosfera e di conseguenza a una più alta frequenza di forti precipitazioni. Non solo. Le piogge estreme, ovvero temporali intensi concentrati in un poco tempo, possono causare frane, allagamenti e inondazioni. Eventi che a loro volta provocano spesso la contaminazione dei sistemi idrici, con un rischio per la salute pubblica.

I ricercatori stimano che tra il 1980 e il 2009 le inondazioni causate dalle piogge abbiano colpito quasi tre miliardi di persone in tutto il mondo, provocando oltre mezzo milione di morti, con danni anche ad agricoltura, edifici e infrastrutture.

“Questi risultati possono essere spiegati considerando che il riscaldamento globale può indurre un maggiore accumulo di acqua nell’atmosfera– conferma Alberto Montanari, docente dell’Alma Mater di Bologna e uno degli autori dello studio- sapere che la frequenza delle precipitazioni estreme è in aumento può aiutarci a trovare soluzioni efficaci per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Avremo sempre più bisogno di infrastrutture in grado di resistere a shock frequenti“.

Secondo gli studiosi, dunque, i governi nazionali e le autorità locali dovranno “inserire tra le priorità la pianificazione di soluzioni per far fronte alle piogge estreme, limitandone il più possibile le pericolose conseguenze”. La ricerca, aggiunge Simon Papalexiou, idroclimatologo dell’Università del Saskatchewan e primo autore dello studio, “ha mostrato che eventi potenzialmente molto pericolosi come le piogge estreme sono aumentati decennio dopo decennio. Se il riscaldamento globale continuerà a crescere come prevedono gli ultimi modelli climatici, dobbiamo iniziare subito a mettere in campo strategie per la gestione di questi fenomeni che altrimenti possono portare a conseguenze devastanti”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

4 Giugno 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»