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“L’Africa è il continente del futuro. E sarà delle donne”

Parla la first lady Monica Geingos. Intervista sulla parità dei diritti e una nuova presidente per la Namibia

Pubblicato:04-05-2023 16:54
Ultimo aggiornamento:04-05-2023 17:15

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ROMA – Resilienti nonostante tutto. E decise non solo a sopravvivere ma a farcela, diventando più forti, costruendo autonomia e indicando al mondo percorsi di sviluppo inclusivi e dunque sostenibili. Sono le donne africane, imprenditrici e non solo, nella riflessione di Monica Geingos, first lady della Namibia, avvocato e manager impegnata nel sociale.

Spunti, i suoi, condivisi in un’intervista con l’agenzia Dire a margine di un incontro ospitato a Roma dall’università Luiss Guido Carli. Women and Business in Africa, il titolo dell’appuntamento e del dibattito con gli studenti dell’ateneo, centrato su questioni di genere e più in generale sulla necessità di includere e superare discriminazioni.

“OLTRE LE DIVISIONI CAUSATE DA ALTRI”

First lady dal 2015, già alla guida del principale fondo di private equity di Namibia, Geingos presenta iniziative e impegni rispondendo a una domanda sugli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. “Ho ruoli di dirigente come presidente o come ceo”, premette, “di due realtà, l’Organisation of African First Ladies for Development (Oflad) e la One Economy Foundation, che sono focalizzate su sviluppo, uguaglianza di genere e giovani, la chiave di una società inclusiva”.
Un tema, quello della lotta alle discriminazioni, sentito in Namibia anche per una storia di sfruttamento e divisioni, segnata a inizio XIX dalle stragi delle comunità nama ed herero da parte dell’esercito coloniale del Reich tedesco e poi, prima dell’indipendenza conquistata nel 1990, dal regime di apartheid.


Lo sguardo di Geingos si allarga però al continente nel complesso e al suo ruolo nel mondo. “L’Africa è caratterizzata da divisioni storiche che sono state causate da altri” sottolinea la first lady. “Abbiamo allora il dovere per le future generazioni di creare società inclusive e di unire i Paesi del continente per promuovere uno sviluppo equo per tutti”. Geingos continua: “Il nostro focus è questo, sono i giovani, che rappresentano il futuro, e sono le donne, perché non è pensabile uno sviluppo che lasci indietro il 50 per cento della popolazione”.

“NON LASCIARE NESSUNA INDIETRO”

Durante l’incontro alla Luiss, in dialogo con Mehret Tewolde, ceo di Italia Africa Business Week (Iabw), in primo piano c’è anche la necessità di un’informazione più corretta. “Il nostro continente ha tante storie che non sono raccontate dai media europei o americani” evidenzia Geingos. “Ci sono molti Paesi in crescita e pieni di speranze, che non sono affatto sempre più bisognosi di aiuto e al contrario sono destinati nei prossimi 50 o cento anni a diventare più importanti nel mondo, da un punto di vista demografico e non solo”.

UNA NUOVA PRESIDENTE PER LA NAMIBIA

A proposito di storie poco raccontate nell’intervista ritorna una notizia di qualche mese fa, che potrebbe segnare una tendenza. “La prossima presidente donna in Africa sarà namibiana” sottolinea Geingos. Un riferimento, il suo, a Netumbo Nandi-Ndaitwah, candidata alle elezioni in programma nel 2024 per il partito governativo South West Africa People’s Organisation (Swapo).
Alla Luiss si cita uno studio secondo il quale nel continente la quota di donne imprenditrici è del 26 per cento, una delle più alte al mondo. E si menziona un altro precedente, del 2020, annuncio di ciò che potrebbe essere ancora e sempre di più: Emma Theofelus, giurista e attivista sociale, nel governo di Namibia a 23 anni, viceministra (proprio) per l’Informazione.

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