Una maglia autografata da Papa Francesco per i detenuti del carcere di Nisida

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Con il progetto 'Zona Luce' giovani detenuti e agenti di polizia penitenziaria saranno coinvolti in un corso di formazione per allenatori di calcio
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ROMA –  Una nuova luce per i ragazzi di Nisida, una luce che possa illuminare il loro futuro una volta usciti dal carcere. È questo, si legge nel comunicato della Federcalcio, lo scopo del progetto ‘Zona Luce’, sviluppato dal Settore giovanile e Scolastico Figc in collaborazione con la Fondazione Scholas Occurrentes, che ha coinvolto giovani detenuti e agenti di polizia penitenziaria in un corso di formazione per allenatori di calcio. La cerimonia conclusiva si e’ svolta nella struttura carceraria napoletana alla presenza dei tecnici e dirigenti Figc, che hanno consegnato gli attestati di partecipazione in un clima di entusiasmo ed emozione. Nel corso dell’evento è stato inoltre inaugurato un campo di calcio in erba sintetica dal prefetto di Napoli, Marco Valentini.

Fan d’eccezione Papa Francesco, che attraverso il coordinatore sportivo della Fondazione Scholas Occurrentes, Mario Del Verme, ha voluto donare una maglia autografata da consegnare allo staff della struttura penitenziaria.
“Quando gli abbiamo parlato del progetto- ha ricordato Del Verme – il Pontefice si è mostrato subito entusiasta, dal momento che anche lui, in Argentina, aveva portato avanti diverse iniziative per aiutare i giovani in difficolta’ attraverso lo sport. La vera novità di questo progetto- ha concluso il Coordinatore di Scholas- è la capacità di unire la parte interna della struttura carceraria, composta dai giovani detenuti e dagli agenti penitenziari, con la realtà esterna presente sul territorio, dove i ragazzi potranno poi rimettersi in gioco”.
Dopo il taglio del nastro, il campo è stato inaugurato dai partecipanti al corso, che hanno colto l’occasione per fare qualche passaggio col pallone assieme ai tecnici federali, divenuti in questi mesi loro maestri e punti di riferimento.

“Una giornata memorabile qui al carcere di Nisida- ha dichiarato il presidente Sgs Vito Tisci- perché grazie al progetto ‘Zona Luce’ abbiamo trasferito nozioni di carattere sportivo a ragazzi meno fortunati, che una volta scontata la pena potranno inserirsi nel mondo del calcio. Lo sport si conferma in questo modo grande strumento di inclusione e aggregazione, portatore di valori sani”.

‘Zona Luce’ è un progetto di cui “siamo molto orgogliosi- ha sottolineato il coordinatore regionale Sgs Campania, Giuseppe Madonna- perché attraverso il calcio, che è uno strumento di aggregazione universale e un linguaggio comune a tutti, siamo riusciti a mettere insieme ragazzi, agenti e istruttori di scuole calcio del territorio. È un’iniziativa che sicuramente verrà rinnovata nei prossimi anni e che siamo onorati di aver ospitato per la prima volta in Campania”.
La regione Campania ha fatto da apripista per il progetto che coinvolgerà anche altre città, tra cui Roma, Torino e Milano.

“La Campania- puntualizza il presidente del Comitato Regionale Lnd, Carmine Zigarelli– dimostra sempre di essere all’avanguardia, in particolare attraverso il calcio che ha un forte valore sociale, soprattutto per quanto riguarda i settori giovanili. Ripartiamo da Nisida, siamo in attesa del nuovo protocollo della Figc. Speriamo che l’inaugurazione di questo campo e la consegna degli attestati sia di buon auspicio per la ripresa del calcio giovanile”.
Particolarmente soddisfatto dell’iniziativa il direttore del carcere di Nisida, Gianluca Guida: “È stato bello vedere la sinergia tra i detenuti e gli agenti di polizia penitenziaria“.
Con l’attestato che hanno ricevuto, i ragazzi di Nisida potranno, una volta scontata la pena, andare a lavorare nelle scuole di calcio con il ruolo di aiuto allenatore. Per questo siamo davvero orgogliosi del lavoro svolto grazie al programma di inserimento sociale del progetto ‘Zona Luce'”.

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