Ambulanti e giostrai di nuovo in piazza a Cagliari, bloccato il traffico in via Roma

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I commercianti chiedono ristori immediati, dando seguito al provvedimento che si è arenato in Consiglio regionale
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CAGLIARI – Ambulanti e i giostrai sardi di nuovo in piazza a Cagliari, sotto il palazzo del Consiglio regionale. Per la terza volta in poche settimane, i lavoratori delle sagre e feste paesane hanno invaso via Roma con il loro furgoni, bloccando il traffico nella principale arteria del capoluogo isolano. I motivi della protesta sono sempre gli stessi: gli ambulanti chiedono ristori immediati per dare ossigeno a una categoria che non lavora ormai da 15 mesi, dando seguito al provvedimento, in queste ore all’attenzione delle commissioni consiliari, che dovrebbe stanziare 3,9 milioni di euro a favore degli operatori di feste e sagre.

Norma che però si è arenata, come ricorda Giacomo Meloni, numero uno della Confederazione sindacale sarda: “Sembrava che questa vertenza si fosse conclusa, poi si sono aggiunte le richieste di altre categorie, che di fatto hanno bloccato l’iter del provvedimento. Sia chiaro, quelli che oggi stanno manifestando non sono contrari alla possibilità che vengano aiutati altri lavoratori, ma non si può tornare indietro su ciò che era stato deciso per gli ambulanti. A queste persone erano stati promessi 6.000 euro a testa, le risorse devono essere garantite immediatamente. Se poi il Consiglio regionale ritiene che si debbano aiutare altre categorie, tanto meglio, ma il provvedimento sulle sagre non deve essere rimandato ulteriormente”.

Concetti ribaditi da Mauro Zedda, presidente regionale di ‘Ambulantando’: “Nell’ultimo incontro con i capigruppo, era stato raggiunto un accordo per ricevere 1.000 euro al mese per sei mesi. Poi, abbiamo scoperto che non è stato firmato nulla, perché nel frattempo si sono aggiunti altri lavoratori che chiedono soldi, e che ora dovrebbero essere inseriti nel provvedimento. La protesta è legata a questo: siamo qui per ricordare che noi abbiamo fame oggi, non possiamo aspettare ancora. Non ce ne andremo da qui fino a quando non arriverà la firma sugli aiuti”.

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