Non buttate via la vita in 1 secondo: studenti a lezione di educazione stradale

Non buttate via la vita in 1 secondo
Un ciclo di incontri virtuali che ha coinvolto circa 3mila studenti
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ROMA – Sono circa 3mila gli studenti di scuole medie e superiori in sessanta città in tutta Italia che hanno partecipato al progetto di educazione stradale digitale: ‘Non buttate via la vita in 1 secondo’, un ciclo di incontri virtuali gratuiti – organizzati dalla squadra di piloti di motociclismo paralimpico della Onlus ‘Di.Di. Diversamente Disabili’ in collaborazione con ‘Octo Telematic’ nato per sensibilizzare i ragazzi sull’importanza dell’educazione, della sicurezza stradale e della prevenzione degli incidenti, e per far conoscere loro il mondo della disabilità in una prospettiva diversa. Il tutto si è svolto con un percorso di sette video-lezioni, più un incontro live, nato per consentire alle scuole, alle prese con la didattica a distanza,  di offrire percorsi formativi alternativi rispetto alla normale attività. 

A portare nelle scuole il messaggio – slogan dell’iniziativa –  sono stati alcuni protagonisti importanti dell’associazione. Emiliano Malagoli, presidente della Onlus, istruttore della Federazione motociclistica italiana, pilota motociclista disabile, amputato alla gamba destra per un incidente in moto quando aveva 36 anni. Ha fondato ‘Di.Di’ per offrire ad altri ragazzi disabili l’opportunità di ritornare su un due ruote, per passione o mobilità personale. Altra testimone, Chiara Valentini, tecnico della federazione motociclistica Italiana, ha corso a livello agonistico vincendo il titolo europeo femminile nel 2006. E poi Omar Bortolacelli, 36enne di origini emiliane, lavora presso la centrale del 118 di Bologna. Da nove anni è in carrozzina a causa di un incidente sul lavoro procurato da un collega alla guida dell’ambulanza. Ha deciso di prendere in mano la sua vita, iniziando a praticare sport paralimpici e occupandosi del futuro dei ragazzi, andando nelle scuole a portare la sua esperienza. Ad oggi ha incontrato più di 5.000 ragazzi. Infine Luca Zavatti, atleta della nazionale italiana calcio Amputati, lavora presso l’azienda telematica Octo, da due anni è allenatore e giocatore della Asd Fabrizio Miccoli Calcio Amputati. In questi anni ha incontrato due mila ragazzi nelle scuole calcio italiane per raccontare la sua storia e come lo sport sia stato fondamentale per la sua rinascita. 

“A causa dell’emergenza sanitaria – spiega Malagoli – non siamo più potuti andare in presenza nelle scuole per condividere il nostro progetto di educazione stradale. Così lo abbiamo fatto diventare digitale e questo ci ha permesso di confrontarci con tantissime scuole che probabilmente non avremmo mai potuto raggiungere. Durante i live i ragazzi ci hanno sommerso di domande, significa che c’è interesse su questi temi: ci auguriamo che vengano inseriti presto nel programma didattico obbligatorio”.

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