‘Illuminare’ il Sahel: lunedì 10 corso per giornalisti

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Con Aics, Cospe, Cisv, Lvia, Osservatorio Pavia, Agenzia Dire e Oltremare
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ROMA – Non dimentichiamo il Sahel: è l’appello, rivolto agli operatori dell’informazione con un corso di formazione riconosciuto dall’Ordine dei giornalisti, al centro di un appuntamento web in programma lunedì 10 maggio alle 10. A intervenire osservatori dei media, reporter ed esperti di cooperazione.

illuminare le periferie

La premessa, sottolineano gli organizzatori, è che “intere aree del mondo sono misconosciute all’opinione pubblica italiana o ‘illuminate’ solo in occasione di eventi tragici, come quelli che recentemente hanno riguardato la Repubblica democratica del Congo” con l’agguato al convoglio del World Food Programme e l’uccisione tra gli altri dell’ambasciatore Luca Attanasio. “L’Africa occidentale e il Sahel in particolare – si legge in una nota di presentazione dell’appuntamento – è un’area che sta subendo gli effetti congiunti della crisi climatica e dell’insicurezza e dell’instabilità politica dovuta alla presenza di gruppi jihadisti, di attentati terroristici che comportano anche lo spostamento forzato di persone e del crearsi di situazioni critiche come ad esempio quella che sta vivendo la regione attorno al Lago Ciad”.

Il riferimento del corso, al quale è possibile iscriversi sulla piattaforma Sigef, è la terza edizione del rapporto ‘Illuminare le periferie’. Nello studio, ideato dall’ong Cospe, curato dall’Osservatorio di Pavia e realizzato insieme a Fnsi, Usigrai, Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) e impresa sociale Con i bambini con la collaborazione di Rai per il sociale, si evidenzia ancora una volta la “presenza molto scarsa” sui media “di temi come conflitti dimenticati, violazione dei diritti umani ed emergenza climatica”.
Secondo gli organizzatori, “in questo quadro sarà interessante fornire ai colleghi informazioni che vengono in particolare dalle due Guinee e dal Senegal, che sta diventando anche un Paese di transito e destinazione di migranti dell’area”. Notizie e aggiornamenti utili riguarderanno il progetto Migra, promosso da quattro ong italiane con il sostegno di Aics.
A introdurre e moderare sarà Anna Meli, di Cospe. Previsti interventi di Paola Barretta, dell’Osservatorio di Pavia/Associazione Carta di Roma, con focus sull’Africa occidentale nei tg italiani, e di Vincenzo Giardina, giornalista dell’agenzia Dire e collaboratore del web magazine Oltremare, con un’analisi del contesto geopolitico dell’area. Silvia Lami, di Lvia, si concentrerà su partenze e ritorni di migranti in Senegal, Guinea e Guinea Bissau, mentre Chiara Barison, dell’ufficio a Dakar di Aics, si soffermerà sulla cooperazione italiana in Africa occidentale.

Il progetto Migra è attivo nelle zone frontaliere tra Guinea Bissau, Senegal e Guinea. L’obiettivo è inserire in percorsi lavorativi giovani, donne e migranti di ritorno e rafforzare i servizi e la risposta dei territori nella presa in carico dei migranti di ritorno in situazione di vulnerabilità.

L’iniziativa, si riferisce nella nota, nasce dal partenariato tra Lvia, Cisv e Cospe. Lvia, Associazione internazionale volontari laici, opera in dieci Paesi africani dove, insieme alle comunità locali, attiva processi di cambiamento per il superamento della povertà estrema e lo sviluppo equo e sostenibile. Promuove il dialogo tra comunità italiane ed africane, offre opportunità di volontariato, intercultura, educazione alla cittadinanza globale. In Italia inoltre realizza percorsi di inclusione nei quartieri urbani disagiati.

Cisv è un’associazione impegnata da 60 anni nella lotta contro la povertà e per i diritti umani in Italia e in 13 Paesi di Africa e America Latina. Interviene nei settori agricoltura e allevamento, risorse idriche, difesa dei diritti, alfabetizzazione, tutela dell’infanzia e delle vittime di violenza, empowerment delle donne e microfinanza. In Italia si occupa di diritti dei migranti, accoglie profughi e richiedenti asilo, svolge attività di educazione per docenti e studenti, realizza progetti di educazione allo mondialità e partecipa a campagne tematiche internazionali.

Nata nel 1983, Cospe è un’associazione privata, laica e senza scopo di lucro. Opera in Italia e in 25 Paesi del mondo con circa 70 progetti a fianco di migliaia di donne e di uomini per un cambiamento che assicuri lo sviluppo equo e sostenibile, il rispetto dei diritti umani, la pace e la giustizia tra i popoli.

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