Fase 2, Milano riparte: composta, lenta e rispettosa

Nel primo giorno di 'fase 2' poca gente in giro e obblighi rispettati
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MILANO – Composta, senza fretta e rispettando tutte le regole: dopo il lockdown, Milano prova a ripartire. Nel primo giorno di ‘fase 2′ nel capoluogo lombardo la gente in giro e’ poca. Le saracinesche dei negozi sono ancora abbassate, ma davanti ai bar appena riaperti qualcuno aspetta il suo turno per un espresso.

E’ l’ora di punta ma la banchina della stazione della metro di Porta Romana e’ vuota, nessuno aspetta il treno in arrivo. L’altoparlante avverte che i posti sui vagoni sono contingentati per far rispettare le distanze di sicurezza e, infatti, i pochi posti non segnati dai divieti sono quasi tutti occupati. I passeggeri, perlopiu’ stranieri, rispettano le inidicazioni incollate per terra. Tutti indossano rigorosamente guanti e mascherine, accessori a cui ormai nessuno fa piu’ caso.

La scena e’ la stessa alla stazione Centrale: poca gente sulla banchina, poca gente nei corridoi e nell’edificio dove i negozi sono perlopiu’ chiusi, con qualche rara eccezione. Per raggiungere i treni bisogna seguire un percorso obbligato, uno spiegamento di militari e polizia controlla i viaggiatori che devono motivare il viaggio. La fila e’ corta e ordinata e gli unici assembramenti sono quelli degli operatori dei telegiornali a caccia della migliore inquadratura.

Anche per strada, regna la calma. Corso Buenos Aires e’ libero, tante biciclette e poche automobili. I mezzi che si incontrano piu’ di frequente sono i sempre piu’ numerosi furgoni che consegnano merce a domicilio, simbolo di una ‘fase 2′ che e’ ancora lontana da un ritorno alla normalita’.

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4 Maggio 2020
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