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Tg Sanità, edizione del 4 maggio 2020

CORONAVIRUS. ISS: CURVA CONTINUA A DECRESCERE, STIMA 10% CONTAGI DA ASINTOMATICI

“La curva epidemiologica continua a decrescere, sia come casi sia per numero di sintomatici”. Così il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, nel corso dell’ultima conferenza stampa sull’andamento epidemiologico del Covid-19. “Il tasso di contagiosità del nuovo Coronavirus Rt è sotto 1 in tutte le Regioni- ha proseguito Brusaferro- Si è ridotto il numero delle zone rosse: sono 74 comuni in 7 regioni, quindi questo è un segnale segno della capacità di individuare precocemente focolai e limitarli”. Intanto il 10% delle trasmissioni, ha aggiunto il direttore del dipartimento delle malattie Infettive dell’ISS, Giovanni Rezza, “si stima da persone che non hanno sintomi. E questo va a favore dell’uso dei test sierologici”. La curva dell’epidemia, infine, è “analoga negli italiani e negli individui di nazionalità straniera. Negli individui di nazionalità straniera sono stati rilevati 6.395 casi, ma i casi- hanno infine sottolineato gli esperti- sono partiti con uno sfalzamento di 2-3 settimane”.

CORONAVIRUS. IPPOLITO ALLA ‘DIRE’: OGNI APERTURA È ASSUNZIONE RISCHIO CITTADINI

“Non si può pensare di tenere il Paese totalmente chiuso, ma ci vuole molta attenzione e i numeri devono essere la nostra bussola nella decisione. Ogni apertura significa per i cittadini del Paese assumersi un po’ di rischio, sarà compito nostro capire quante ulteriori limitazioni e ulteriori rischi siamo pronti ad accettare”. Così in un’intervista rilasciata via Skype all’agenzia Dire Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani e membro del Comitato tecnico-scientifico che supporta la Protezione civile per l’emergenza. “Serve un patto tra generazioni- ha proseguito Ippolito commentando l’avvio della fase 2- perché se i giovani risolvono più facilmente questa malattia, gli anziani hanno un rischio particolarmente elevato di morire di questo virus”. Secondo Ippolito, allora, la nostra vita “deve cambiare in funzione di quanto riusciamo a controllare il virus: più saremo capaci di farlo, mettendo in atto le misure di distanziamento sociale e gestendo al meglio le situazioni, più avremo benefici”, ha concluso.

CORONAVIRUS. APP ‘IMMUNI’ GOVERNO: NESSUNA CONSEGUENZA SE NON SI USA

L’app di contact tracing ‘Immuni’ non raccoglierà alcun dato di geolocalizzazione degli utenti, garantirà al massimo il rispetto della privacy, non sarà obbligatoria, non accederà alla rubrica dei contatti dell’utente e potrà essere scaricata gratuitamente su smartphone iOS e Android. Lo ha fatto il ministro dell’Innovazione, Paola Pisano, in audizione alla Commissione Lavori pubblici del Senato, dove in teleconferenza ha spiegato i capisaldi dell’applicazione che dovrà contribuire durante la ‘Fase 2’ dell’epidemia da Coronavirus a evitare l’esplosione di nuovi focolai di contagio. Quanto al funzionamento di ‘Immuni’, Pisano ha spiegato che l’app sarà in grado di “determinare che è avvenuto un contatto stretto fra due utenti, non tuttavia il luogo in cui esso è avvenuto”. I suoi codici inoltre “non permettono di risalire all’identità dell’utente”. Non ci sarà infine nessuna conseguenza se si decide di non utilizzare la app ed è “assicurato il rispetto del principio di parità di trattamento”.

CORONAVIRUS. BIOLOGA GALLAVOTTI ALLA ‘DIRE’: ECCO COSA SIGNIFICA FARE ‘SALTO SPECIE’

“Alcuni studi indicano che il nuovo Coronavirus può infettare cani, gatti, furetti (e gatti e furetti più facilmente dei cani). Al momento questo non rappresenta un vero problema per noi. Ma se noi siamo contagiosi dobbiamo stare attenti se trascorriamo del tempo con il nostro animale a non infettarlo, perché questo contatto ravvicinato tra noi e il nostro animale potrebbe trasmettere il virus”. Così la biologa Barbara Gallavotti, divulgatrice scientifica e autrice di ‘Superquark’, nel corso di un’intervista rilasciata via Skype all’agenzia Dire. “Ma dobbiamo tenere alta la guardia- ha proseguito l’esperta- perché questi virus, come abbiamo visto mutano, quindi se in un futuro si trovassero particolarmente bene nel corpo di animali che sono molto vicini a noi questo rappresenterebbe un ulteriore problema”. Ma cosa significa fare un ‘salto di specie’? “Che un agente infettivo, che normalmente si trova nel corpo di un animale, accumula delle mutazioni che gli permettono di passare agli esseri umani- ha risposto Gallavotti- A volte passa agli esseri in forma relativamente innocua e avviene nei primi contagi, nelle prime trasmissioni da uno di noi agli altri, che diventi per così dire ‘cattivo’. Altre volte invece si incattivisce direttamente nel corpo di un animale e in quel caso noi purtroppo abbiamo una riserva nell’ambiente selvatico da cui quel virus può sempre ritornare”.

CORONAVIRUS. STUDIO SIAAIC: ALLERGICI E ASMATICI MENO COLPITI DA INFEZIONE

Chi soffre di allergia o di asma sembrerebbe avere un rischio minore di contrarre l’infezione da Covid-19. È quanto emerge da uno studio preliminare condotto dalla Società italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica insieme all’Università di Verona, all’Università di Padova e all’ospedale Poliambulanza di Brescia. “Pubblicheremo i dati proprio a giorni- ha anticipato all’agenzia Dire Gianenrico Senna, presidente della SIAAIC- si tratta ancora di risultati preliminari, ma per ora quello che ci suggeriscono è che allergici e asmatici molto raramente sono colpiti dal Covid-19. Nelle nostre corsie, per esempio, la frequenza di asmatici con infezione da Coronavirus è compresa in una percentuale che va dal 2% al 3%, mentre nella popolazione generale è del 6%”. Ancora non sono chiari i motivi, ma secondo la Società una delle possibilità potrebbe essere che “l’effetto dell’antifiammatorio, inteso come cortisonico locale assunto per via inalatoria, possa in qualche modo eliminare nei pazienti asmatici l’infiammazione e dare un effetto positivo”, ha spiegato infine Senna.

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4 Maggio 2020
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