VIDEO | “I 12 passi, il percorso di Studiodonne per gli uomini violenti”

L'avvocata Maria Luisa Missiaggia, esperta in diritto di famiglia, spiega in cosa consiste il metodo dell'associazione 'Studiodonne' per "la cura" degli uomini violenti
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Prevenzione è la parola chiave e lo spirito con cui è stata fondata dall’avvocata Maria Luisa Missiaggia, esperta in diritto di famiglia, l’associazione Studiodonne onlus che ha presentato per DireDonne in un’intervista, partendo proprio dalla finalità per cui è nata: “la cura” degli uomini violenti, che vengono seguiti “attraverso il metodo dei 12 passi” e il supporto alle donne vittime, perchè prendano le distanze da questa tipologia di uomini. “La cura dell’uomo violento, nel 2017, quando l’associazione è stata creata- ha ricordato l’avvocata- era ancora tematica scabrosa, oggi dopo molte esperienze, come quella dei Cam, abbiamo visto delle aperture”.

Il metodo “utilizzato in questi gruppi di autoaiuto per i violenti e per i familiari – quindi le donne – separatamente”, ora adeguato nelle sue modalità organizzative alle restrizioni in corso per l’emergenza covid, ma tornato in questi giorni ad essere attivo, “è il percorso spirituale dei 12 passi che si utilizza nelle dipendenze- ha spiegato Missiaggia- ed è stata una mia idea in Italia, ma è nato e utilizzato in 186 Paesi in cui la violenza viene curata come ogni altra dipendenza”.

Sulla conciliazione l’avvocata chiarisce: “Questi sono corsi di recupero volontari, gratuiti ed anonimi che ciascuno intraprende perchè come associazione veniamo chiamati. La donna se vuole può chiedere di farlo, è chiaro che non c’è alcuna conciliazione tra i due. Fare il percorso non vuol dire essere concilianti, ma mettersi in discussione con autonomia”, perchè “a queste donne viene insegnato che hanno magari una problematica di disistima” e spesso “sono molto isolate proprio dal loro carnefice che gli fa terra bruciata intorno”. L’identikit del violento è difficile: “La violenza è sempre trasversale e non ha identificazione sociale. Essere colto non esime dall’ esser violento, essere ricco nemmeno”.

Il violento è sicuramente “una persona insicura, che ha grandi frustrazioni e problematiche affettive con una visione oggettivante della donna o viene da una famiglia ‘disfunzionale’, con altre dipendenze”. Per chiedere aiuto e iniziare un percorso di supporto si può andare sul sito studiodonneonlus.com, “dove- ha ricordato Missiaggia- c’è una chat anonima, basta cliccare e inviare una mail e rispondiamo subito. I percorsi sono gratuiti”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»