‘Eurutopia’, le fotografie di Canonici al RomaItaliaLab

Il lavoro ‘Eurutopia’ sul quartiere Eur di Roma è un progetto su un luogo immaginato e pensato come ideale, che l’autore ri-idealizza e rappresenta seguendo il proprio concetto di arte
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print












Roma – Il 4 maggio, alle ore 18.30, presso il nuovo spazio RomaItaliaLab, in via dei Marsi 20, verrà presentata la mostra fotografica di Luca Canonici dal titolo ‘Eurutopia’, a cura di Babel Reinhard e Marco Signorini, con un testo critico di Walter Guadagnini.

Il lavoro ‘Eurutopia’ sul quartiere Eur di Roma è un progetto su un luogo immaginato e pensato come ideale, che l’autore ri-idealizza e rappresenta seguendo il proprio concetto di arte. Le sue fotografie nascono in tensione tra due diverse utopie: l’ideologia politica, che questi spazi in epoca di regime avrebbero dovuto celebrare, e la ricerca di una possibile assoluta bellezza.

Canonici coglie, tramite questa relazione storico/estetica, la possibilità di riflettere sulla nostra società fatta immagine e portatrice di idee e forme. Attua una sospensione, rappresenta l’EUR come un teatro di scenari metafisici, senza tempo. Esplora questa area urbanistica e monumentale e si muove fra le architetture, che variano in base alle sue visioni. Restituisce così una percezione emotiva, che si completa per somma di più accostamenti con inquadrature e formati diversi. Ne scaturisce un montaggio complesso tra tempo storico e contemporaneità.

La curatela di Barbel Reinhard e Marco Signorini è impegnata nel valorizzare il lavoro Eurutopia, composto da più di 60 fotografie in bianco e nero, in allestimenti di esposizioni e progetti editoriali mirati alla lettura di Luca Canonici, non tanto come un autore di genere, architettura piuttosto che paesaggio, ma nel tentativo di mettere in risalto la sua precisa visione dello spazio fra il reale, il simbolico e l’estetico.

Guadagnini: “Nella fotografia di Canonici il desiderio di scoprire un’architettura possibile”

“Archi, griglie, prospettive, superfici lisce e superfici scabre, l’architettura sembra essere in queste immagini più dettagliate, più attente al singolo particolare, sia esso grafico, costruttivo o spaziale, accarezzata dallo sguardo più che indagata”, si legge dal testo critico di Walter Guadagnini. “Non c’è in Canonici- continua- l’idea di svelare il linguaggio degli architetti attraverso la fotografia (è compito d’altri, questo, e Canonici lo sa bene), vi è invece il desiderio di scoprire un’architettura possibile– non necessariamente reale- creata dagli edifici e dai loro rapporti, oppure dai rapporti interni alle loro forme. Poi, ritmicamente nella sequenza del volume, lo sguardo si apre, ed appare ciò che sta intorno a quelle forme, a quegli spazi e a quelle materie: altre forme, altri spazi, altre materie. La città, intesa come evoluzione della storia intorno a un luogo, che in questa visione risulta essere senza tempo. La temporalità reale torna a far sentire la propria presenza, la fotografia, che da visione assoluta, assume nuovamente il suo carattere relativo, il suo essere un punto inserito nel flusso del tempo, del cui scorrere ci rende avvertiti proprio attraverso il suo arresto”.

“È chiaro- prosegue il testo critico- che le grandi lezioni dei maestri recenti del paesaggio urbano, e in particolare quelle diverse, ma egualmente centrali di Gabriele Basilico e Mimmo Jodice, fanno la loro apparizione, rivendicate da Canonici come modelli alti e giustamente inevitabili per chi si avvicini, particolarmente in Italia, a determinati soggetti, secondo una determinata inclinazione, che è appunto quella di una declinazione del linguaggio documentario in una chiave più affettiva, e certo non immemore di una tradizione figurativa secolare”.

Ti potrebbe interessare:

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»