Al via il progetto ‘Sanità di frontiera’ per curare i migranti

Ogni fase del progetto sarà documentata da un'equipe video e costituirà la documentazione per realizzare un docufilm e un video-corso Ecm Fad
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medici_sanità_salute4ROMA  – Prende il via il progetto ‘Sanità di frontiera’ che coinvolgerà medici e ricercatori per offrire sostegno sui luoghi di arrivo dei migranti. L’iniziativa, presentata oggi a Roma dall’Ois (Osservatorio internazionale della Salute), si propone nello specifico di studiare una metodologia sanitaria globale “fornendo un’informazione corretta sulle patologie della popolazione migrante per prevenire e mappare potenziali pandemie e ridimensionare le strumentalizzazioni improprie su ogni allarme socio-sanitario”.

L’esperienza, inoltre, garantirà a tutti i medici coinvolti, italiani e stranieri, sotto la guida di esperti e mediatori culturali, un periodo di formazione Ecm all’altezza delle sfide sociali e demografiche della nostra società. “La ricerca-azione, metodologia distintiva di Ois- ha fatto sapere l’Osservatorio- si sposta sul campo per stabilire una presenza costante di medici e operatori sanitari in quelle terre dove i fenomeni migratori sono più importanti. Sostenuti dalle istituzioni italiane e internazionali, dai rappresentanti di categoria e con il fondamentale contributo di preminenti realtà del terzo settore, la nostra attività di ricerca si unisce al servizio sanitario messo a disposizione di chi è appena giunto ai nostri confini, soprattutto degli ‘ultimi tra gli ultimi’ e cioè donne e bambini con diagnosi, terapie e servizi vaccinali”. Ogni fase del progetto, sin dall’attività preparatoria di questi primi mesi, sarà documentata da un’equipe video, sarà messa a disposizione su un apposito sito web e costituirà la documentazione per realizzare un docufilm e un video-corso Ecm Fad da mettere a disposizione di tutti i medici del mondo sensibili al tema delle migrazioni.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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