martedì 14 Aprile 2026

È morto Vittorio Messori, l’intellettuale cattolico aveva 84 anni

Considerato uno degli intellettuali cattolici più importanti, ha dedicato molti suoi scritti alla fede cristiana e in particolare alla figura di Gesù e di Maria

ROMA – È morto ieri, nella sua casa di Desenzano sul Garda, Vittorio Messori. Aveva 84. Considerato uno degli intellettuali cattolici più importanti, lo scrittore e giornalista ha collaborato con diversi quotidiani, dedicando molti suoi scritti alla fede cristiana e in particolare alla figura di Gesù e di Maria.

Nato a Sassuolo nel 1941, Messori ha collaborato con importanti testate giornalistiche italiane e scritto numerosi saggi tradotti in diverse lingue. Nel 1976 pubblicò Ipotesi su Gesù, uno dei suoi più grandi successi, diventato in breve, anche un caso editoriale. Di Messori scrive oggi anche Andrea Tornielli su Vatican News: “È stato, senza volerlo né averlo pianificato, l’iniziatore di una nuova e moderna apologetica, condotta con estremo rigore (…) Per tutta la sua vita, l’annuncio della fede e le ragioni per credere, gli argomenti in favore della storicità dei Vangeli, sono stati al centro del suo interesse. A motivo della sua vita precedente alla conversione e del suo dare priorità al kerygma, non è mai stato particolarmente interessato ai temi della morale”.

Messori lascia in eredità al mondo un corpus di numerose opere, ma lo scritto che lo consacrò in maniera definitiva sulla scena internazionale fu il libro-intervista Rapporto sulla fede, scritto a quattro mani con il cardinale Joseph Ratzinger, che poi divenne Papa Benedetto XVI.

GIULI: COMPETENTE E APPASSIONATO STUDIOSO DEL MONDO CRISTIANO

“Ci lascia Vittorio Messori, fra i più competenti e appassionati studiosi del mondo cattolico. Ha saputo raccogliere e restituire la fisionomia del cristianesimo nella modernità con cognizione della tradizione e con notevole consapevolezza. Il mio cordoglio alla famiglia e a quanti gli hanno voluto bene”. Lo dichiara, in un comunicato, il ministro della Cultura Alessandro Giuli.

MANTOVANO: HA SAPUTO DESCRIVERE LA FEDE COME QUALCOSA DI VIVO

“Vittorio Messori non è stato solo un grande apologeta: lo straordinario successo delle sue opere, che hanno costellato il cammino di mezzo secolo della cultura italiana, deriva dall’aver egli saputo descrivere la fede come qualcosa di concreto, di vivo, di incarnato, lontano da astrattismi e da ideologismi. Che milioni di lettori, dentro e fuori i confini nazionali, abbiano ‘divorato’ i suoi scritti è la riprova di quanto anche oggi, in un contesto così secolarizzato, sia grande la domanda di verità sull’uomo e su Dio: a questa domanda Messori ha fornito risposte, spaziando dai fondamenti alle opere della fede. Di questo devono essergli grati non soltanto i cattolici, ma tutti coloro che sentono forti in sé gli interrogativi cruciali sulla vita e sulla morte”. Lo dice il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.

TAJANI: SINCERE CONDOGLIANZE, LASCIA GRANDE EREDITÀ CULTURALE

“Ci ha lasciato, in un Venerdì Santo, Vittorio Messori, uno dei più autorevoli scrittori della saggista cattolica negli ultimi 50 anni. Un amico e collega giornalista. Un grande apologeta. Da ateo si era convertito al cattolicesimo, con il coraggio di parlare e fare inchieste su Gesù a cavallo degli anni ’70, in un contesto difficile per affrontare temi religiosi e legati al valore della fede. Milioni di libri venduti che ancora oggi sono un punto di riferimento. Ci lascia una grande eredità culturale. Rivolgo sincere condoglianze ai suoi cari. A Dio Vittorio, riposa in pace”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

L’OMAGGIO DELLA REGIONE EMILIA-R: “GRANDE EREDITÀ”

“Ritenuto lo scrittore cattolico più famoso, capace di portare il cristianesimo al centro del dibattito culturale internazionale, Vittorio Messori lascia un’importante eredità culturale e spirituale e un encomiabile esempio di dedizione allo studio, alla ricerca e all’approfondimento dei grandi temi della vita e dell’universo cattolico”. Così, il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni, ricordano Vittorio Messori, scomparso ieri sera, venerdì Santo, nella sua casa di Desenzano del Garda, a 84 anni. Nato a Sassuolo, in provincia di Modena, nel 1941, Messori lasciò l’Emilia per andare a studiare a Torino. “A nome della comunità regionale, esprimiamo il nostro cordoglio per la scomparsa di un intellettuale di altissimo profilo- concludono de Pascale e Allegni- che ha dedicato la sua vita, dopo una profonda conversione al cattolicesimo, a interrogarsi e indagare il rapporto tra ragione e verità della fede cristiana. Riflessioni e approfondimenti che oggi restano ad aiutarci a cercare risposte a grandi domande”.

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