mercoledì 15 Aprile 2026

L’allarme di Bankitalia: “Se la guerra continua, scenario avverso e Pil a crescita zero nel 2026”

Via Nazionale mette in guardia sugli effetti prolungati dei rincari energetici: per quest'anno si rischia la revisione delle stime di crescita verso l'azzeramento

ROMA – Se il conflitto in Medio Oriente dovesse perdurate con effetti ancora più importanti sui prezzi energetici, lo scenario avverso è caratterizzato da rincari dei beni energetici più elevati e persistenti, simili a quelli recentemente adottati dalla Bce nel proprio scenario “severo”, da un rallentamento del commercio internazionale, una maggiore incertezza e una caduta della fiducia di famiglie e imprese, nonché da un irrigidimento delle condizioni di finanziamento.
Lo afferma la Banca d’Italia che spiega: “Nelle nostre stime tali sviluppi comportano una crescita del PIL inferiore a quella dello scenario di base per mezzo punto percentuale nell’anno in corso (quindi pari a zero dallo 0,5% dello scenario di base) e circa un punto nel prossimo. L’inflazione aumenta in misura marcata, di quasi 2 punti percentuali nel 2026, di 1,5 punti nel 2027 e di ulteriori 0,3 punti nel 2028, rispetto alla proiezione di base. Questi impatti sono stimati a parità di altre condizioni. Lo scenario avverso, pertanto, non formula alcuna ipotesi circa la possibile risposta della politica monetaria e di quella di bilancio, che si assumono invariate rispetto a quanto implicito nelle ipotesi dello scenario di base”.

BANKITALIA: “IL CONFLITTO CON UN’IMPENNATA NELL’ENERGIA COMPRIME LA DOMANDA

Nel contesto attuale contesto, Bankitalia stima che “in media d’anno il Pil dell’Italia aumenti dello 0,5% nel 2026 e nel 2027 e dello 0,8% nel 2028”. Nelle proiezioni macroeconomiche per l’Italia nel triennio 2026-28 elaborate dagli esperti della Banca d’Italia, “lo scoppio del conflitto e il repentino innalzamento dei prezzi energetici incidono negativamente sulle prospettive a breve termine, comprimendo la domanda interna nel trimestre in corso e nei due successivi. L’attività tornerebbe a rafforzarsi a partire dall’inizio del 2027, in concomitanza con l’attenuazione delle pressioni inflazionistiche”.

BANKITALIA: “INFLAZIONE SU AL 2,6% NELL’ANNO, PER EFFETTO DEL BRUSCO RIALZO DEI PREZZI DELLE MATERIE PRIME”

Nelle proiezioni macroeconomiche per l’Italia nel triennio 2026-28 elaborate dagli esperti della Banca d’Italia si valuta che “l’inflazione al consumo aumenti al 2,6% nel 2026, principalmente per effetto del brusco rialzo dei prezzi delle materie prime, per poi tornare poco al di sotto del 2,0 per cento nel biennio 2027-28”.

BANKITALIA: “PIL +0,5% IN 2026 E 2027, +0,8% NEL 2028. DOMANDA INTERNA DEBOLE PER CARO ENERGIA”

Nelle proiezioni macroeconomiche per l’Italia nel triennio 2026-28, elaborate dagli esperti della Banca d’Italia, si stima che “il PIL dell’Italia aumenti dello 0,5 per cento sia quest’anno sia il prossimo e dello 0,8 per cento nel 2028”. L’attività economica “risente soprattutto quest’anno dell’indebolimento della domanda interna, frenata dal repentino rincaro dell’energia, dall’ulteriore aumento dell’incertezza e dal deterioramento della fiducia”. Attività che “tornerebbe a rafforzarsi gradualmente nel prossimo biennio”.

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