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Rimborsi ai truffati delle banche, il ministro Tria passa il ‘cetriolo’ alla Consap

Di Maio e Salvini, alla fine, hanno perso la pazienza e spinto il ministro a darsi da fare
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ROMA – Il tira e molla, come sempre, finisce quando il ‘cetriolo’ passa a qualcun altro. Ci sono le elezioni europee alle porte, Lega e M5S hanno puntato anche sui voti dei cosiddetti truffati delle banche. A tutti loro, e ai loro familiari, hanno promesso che verranno ripagati ma finora il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha fatto resistenza, e non si è visto un euro. Di Maio e Salvini, alla fine, hanno perso la pazienza e spinto il ministro a darsi da fare. Tria può restare, hanno detto in più occasioni, ma deve fare il suo lavoro. Che tradotto, significa quello che dettano Salvini e Di Maio, soci di maggioranza. La partita è complicata perché alla fine – siamo in Italia – i funzionari del ministero potrebbero essere chiamati dalla Corte dei Conti a rispondere di danno erariale, cioè a pagare di tasca propria, nel caso si accertasse che tra i truffati molti non avevano i requisiti per il rimborso. Di qui il gioco al rimpallo, fino a quando non si è trovata la soluzione: passare il ‘cetriolo’ alla Consap, la Concessionaria dei Servizi Assicurativi Pubblici, sarà lei a staccare gli assegni e ad assumersi l’eventuale responsabilità. Bisognerà vedere se chi oggi guida la Consap accetterà questo bel regalo. Si tratta di Mauro Masi, amministratore e pure presidente, che nella sua carriera ha ricoperto incarichi a Palazzo Chigi sia con Berlusconi che con D’Alema, poi direttore del Dipartimento Editoria sempre a Palazzo Chigi e direttore generale della Rai. Sarà difficile fregare una vecchia volpe che ha attraversato tutte le stagioni della politica italiana.

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