Decreto Salvini, a Bologna i migranti scendono in piazza: “Il Comune nega le residenze”

Gli organizzatori chiedono al sindaco Virginio Merola di seguire l'esempio di Crema e altre città "che stanno iscrivendo i migranti all'anagrafe"
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BOLOGNA – Sabato scenderanno in piazza “contro il razzismo di governo”. Le diverse comunità di migranti di Bologna, ma anche di altre città emiliano-romagnole come Cesena e Modena, sono pronte a manifestare contro l’applicazione del decreto Salvini anche da parte del municipio bolognese. Il corteo dei migranti sfilerà per il centro sabato pomeriggio, 6 aprile, e si concluderà in piazza Maggiore. Quella che sta avvenendo in Italia, accusa Bass del coordinamento migranti, è una “campagna elettorale sulla pelle dei migranti, non è vero che li mandano a casa. È una condizione sospesa che li sottopone ad una condizione di ricatto da parte dei datori di lavoro. Basta guardare cosa succede nei magazzini della logistica. Sabato saremo in piazza per denunciare questo disagio”. Altro che decreto sicurezza: per i promontori della manifestazione, dopo episodi come quelli di Roma “adesso il problema è la sicurezza dei migranti”.

Tra le emergenze c’è quella delle difficoltà con l’anagrafe. Sempre più richiedenti asilo, alla luce delle nuove norme contenute nel decreto, non riescono ad avere la residenza necessaria a lavorare e ad aprire un conto in banca. “Ci sono diversi migranti in questa situazione. Questa è una città accogliente. Non vogliamo che il sindaco accolga queste misure del decreto Salvini”, dice ancora Bass. Per gli organizzatori il sindaco Virginio Merola dovrebbe seguire l’esempio di Crema e altre città “che stanno invece iscrivendo i migranti all’anagrafe. Il sindaco chiarisca da che parte sta”. Preoccupa anche il calo di protezioni internazionali accordate: “siamo all’83%, questo significa produrre clandestini perché i rimpatri non ci sono”.

Alla conferenza stampa tenuta oggi del coordinamento migranti in piazza Maggiore per presentare l’iniziativa si è fermata anche la consigliera comunale Amelia Frascaroli, ex assessore al Welfare di Palazzo D’Accursio: “Cercheremo di esserci, anche come rete Bologna Accoglie”, fa sapere ai promotori.

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