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Voto sul web e referendum senza quorum, rivoluzione M5s a Roma

Proposta di delibera volta a modificare direttamente lo Statuto di Roma Capitale
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ROMA – Petizioni online, referendum senza quorum, bilancio partecipativo.

Il Movimento Cinque Stelle prepara la rivoluzione in Campidoglio nel segno della democrazia diretta, con una proposta di delibera volta a modificare direttamente lo Statuto di Roma Capitale con l’obiettivo di garantire partecipazione e trasparenza e che sarà, promettono i pentastellati, “il primo atto di una trasformazione che si completerà, nei prossimi anni, con l’aggiornamento di diversi regolamenti”.

A presentare il provvedimento questa mattina nella sala del Carroccio di Palazzo Senatorio sono stati il deputato M5S, Riccardo Fraccaro, l’assessore capitolino a Roma Semplice, Flavia Marzano, e il primo firmatario Angelo Sturni, consigliere comunale e presidente della commissione Roma Capitale e Riforme istituzionali. Alla conferenza stampa ha assistito brevemente anche la sindaca Virginia Raggi.

“Per me questo è un momento storico, anche se molto probabilmente non verrà percepito come tale. Lo è sicuramente per il M5S, il cui fine ultimo non è entrare nelle istituzioni e governarle ma lasciarle al popolo attraverso strumenti di democrazia diretta, la cui regolamentazione cambierà il futuro del Paese”, ha commentato Fraccaro.

“È una rivoluzione dolce, semplice e pacifica perché la democrazia diretta non vuole annichilire quella rappresentativa ma è il suo completamento naturale, la sua evoluzione, il suo completamento. Oggi il sistema democratico attuale non rappresenta e non soddisfa più i cittadini, sono forme anacronistiche. In poco più di 900 parlamentari possiamo decidere sulla vita e sulla morte dei cittadini, e un sistema rappresentativo che si basa su questo concetto non è più concepibile, proprio per il principio di autoconservazione. Se diamo potere ai partiti loro cercheranno di mantenerlo, è istintivo, perché la meritocrazia è pericolosa e per garantirsi la poltrona si arriva al voto di scambio”.

Questi strumenti, ha sottolineato il deputato, “hanno effetti immediati: il primo è che la democrazia diretta non garantisce decisioni giuste come non le garantisce quella rappresentativa, ma la cosa più importante è che garantisce la responsabilizzazione dei cittadini, che è l’unico modo che una società ha per crescere; il secondo effetto è che verranno prese decisioni consapevoli e non più frutto del mal di pancia del momento”.

Anche per Sturni “è un momento importante per Roma e il M5S. L’ultimo documento di partecipazione popolare è del 1994. Abbiamo deciso di introdurre strumenti di democrazia diretta nello statuto di Roma Capitale, e il primo punto riguarda le Petizioni popolari elettroniche. E’ un diritto già previsto nell’ordinamento italiano e garantito anche dalla Costituzione, ma non è stato mai applicato. Il M5S in meno di un anno di governo della Capitale, lo fa- ha spiegato il consigliere capitolino- Ci siamo ispirati al modello della Camera dei Comuni inglese. I cittadini potranno presentare le petizioni popolari direttamente in assemblea capitolina. La proposta in realtà la costruì il gruppo durante la scorsa consiliatura grazie al lavoro dell’attuale sindaca Virginia Raggi che poi non venne fatta approvare dall’amministrazione”.

Secondo punto il “referendum senza quorum, perché in questi anni tanti referendum sono andati persi per il mancato raggiungimento del quorum. Ma abbiamo introdotto anche il referendum propositivo. Altro strumento che vogliamo mettere in campo la sperimentazione del voto elettronico, come avviene negli Usa. Inoltre ci sarà la possibilità da parte dell’assemblea di proporre una controproposta”. Poi “lo strumento del bilancio partecipativo, già usato in molti Comuni d’Italia, che darà la possibilità ai cittadini di responsabilizzarsi”. Altro punto “le consultazioni online: vogliamo avviare il modello della piattaforma Rousseau anche sul sito di Roma Capitale. Questo consentirà all’amministrazione di comprendere le esigenze della città e dei cittadini”.

Insomma, ha concluso Sturni, “in cinque anni vogliamo trasformare Roma da città di Mafia Capitale alla Capitale della democrazia diretta”.

Secondo Marzano “quando i cittadini potranno dire la loro sono certa che capiranno. Per questo noi stiamo lavorando e sono tanti anni che combatto perché i cittadini siano autorizzati a partecipare. È una battaglia lunga. Ad esempio il nostro portale oggi non è accessibile lo stiamo ristrutturando in modo che lo sia: nessuno deve restare indietro, ma ci sono troppi cittadini che in internet non sono mai andati. Roma è semplice solo se diventa il luogo dove i diritti e i doveri sono facili per tutti e dove tutti possono contribuire, e attraverso questo strumento ciò sarà possibile”, ha concluso l’assessore.

 

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