Nel 2016 stabile il rapporto deficit-Pil. Salgono consumi e cresce potere d’acquisto famiglie

L'Istat oggi ha diffuso i dati relativi al quarto trimestre del 2016
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ROMA – Nel quarto trimestre del 2016 l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al 2,3%, stabile rispetto allo stesso trimestre del 2015. Lo rileva l’Istat. In termini di incidenza sul Pil, il saldo primario delle Amministrazioni pubbliche (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato invariato a +1,7%; l’attivo del saldo corrente si è fortemente ridotto, scendendo a +0,9% dal +2,5% di un anno prima.

Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito nel quarto trimestre del 2016 dello 0,6% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,5%. Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è diminuita di 1,0 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, scendendo all’8,0%. Il potere d’acquisto delle famiglie nel 2016 è aumentato dell’1,6%, il rialzo maggiore dal 2001, ovvero da quindici anni.

Nel IV trimestre del 2016 la pressione fiscale è diminuita di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2015, scendendo al 49,6%.

RENZI: ECCO RISULTATI RIFORME, AVANTI CON TAGLIO TASSE

“Nel 2016 il potere d’acquisto delle famiglie è salito ai livelli top da quindici anni, dal 2001 (dati ufficiali Istat, usciti stamani). Forse gli 80 euro, l’Imu-Tasi, l’Irap costo del lavoro e le altre misure del Governo dei MilleGiorni qualche risultato l’hanno portato: finalmente si iniziano a vedere i risultati dopo che per anni gli italiani sono stati vessati e costretti a fare sacrifici”. Così Matteo Renzi su Facebook. “Abbassare le tasse significa aiutare le famiglie: noi abbiamo iniziato, ma sappiamo che c’è ancora molto da fare. A cominciare dal quoziente familiare o comunque da un sistema che aiuti le famiglie con figli: questa è la prossima sfida. C’è chi parla di tasse e chi – come noi – le abbassa davvero. Avanti tutta, avanti insieme”, conclude.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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