venerdì 4 Settembre 2026

Parla l’autista di ambulanza accusato di aver ucciso 5 anziani: “Erano malati gravi, io innocente”. In vista riesumazione salme

L'operatore della Croce rossa indagato per omicidio volontario per il decesso di 5 anziani respinge le accuse

ROMA – “Erano persone malati gravi, non sono morte tutte in ambulanza ma soltanto una, gli altri sono morti alcuni giorni dopo il trasporto. Io subito collaborato con la procura, ho dato tutti i miei documenti ma non sono stato ancora ascoltato. Pensavo si sarebbe chiarito tutto in fretta perché sono completamente estraneo ai fatti e invece venerdì mi hanno messo in sospensione cautelare dal lavoro. E sono stato travolto”: sono le parole di Luca Spada, 27enne in servizio alla Croce rossa di Forlimpopoli, che è sotto accusa per il decesso di cinque anziani, trasportati da lui in ambulanza, morti da febbraio a novembre 2025. Spada, di cui si parlava sui media da almeno un paio di giorni in quanto indagato per omicidio volontario dalla Procura di Forlì , è stato intervistato dal quotidiano Repubblica. La storia, che è quasi incredibile, sta provocando molto clamore.

ORA LE SALME DEGLI ANZIANI POTREBBERO ESSERE RIESUMATE

A segnalare la ‘stranezza’ di tanti decessi in fila (in cui il paramedico in servizio era sempre lo stesso, lui) sono stati i suoi colleghi. La Procura, avviate le indagini, ipotizza che non si sia trattato di malori naturali ma che il 27enne abbia usato un’iniezione letale (o un fazzoletto imbevuto di sostanze letali) per uccidere gli anziani. Intanto, i parenti dei morti sono sconvolti e non possono credere a questo scenario. Non è escluso che, a breve, le salme degli anziani vengano riesumate per fare l’autopsia: di una anziana di 85 anni, morta a novembre, l’autopsia è stata già fatta. Negli altri casi no. Il 27enne, originario di Meldola (Forlì Cesena) e padre di un bambino di 10 mesi, nell’ambiente di lavoro era chiamato ‘Spadino’: è in Croce rossa da quando ha 14 anni e da un po’ di tempo è anche responsabile dei giovani dell’associazione a Forlimpopoli. È stato sospeso dal lavoro venerdì 27 febbraio e respinge ogni accusa, parlando di casualità e “sfortuna”.

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“HO SEMPRE ATTIVATO I PROTOCOLLI DI SICUREZZA”

Mi è caduto il mondo addosso”. dice Luca Spada. Gli anziani morti, racconta, venivano spostati da ospedali a case di cura, o viceversa. Erano trasferimenti secondari, non a sirene spiegate. “Era gente che andavamo a prendere in ospedale, non a casa, nell’ultimo caso dal Morgagni a Villa Igea. La signora non è salita con le sue gambe perché è andata a fare una riabilitazione avendo avuto grossi problemi di salute precedenti… Quando ci sono stati questi problemi improvvisi, succede che ce ne siano, sono stati attivati comunque tutti i protocolli di sicurezza. Ho sempre chiamato la centrale operativa chiedendo l’intervento di un’automedica”. Rispetto alle accuse di aver ucciso volontariamente gli anziani, Spada dice: Lui non ci sta: “Figuriamoci”. Era da solo? No, sostiene. “In quattro casi ero dietro con il paziente. Solo in uno mi trovavo al volante. Non ricordo neppure se fossero donne o uomini, sono fatti accaduti mesi fa. Quello che posso dire è che su cinque decessi due sono avvenuti 5-10 giorni dopo il trasporto in ambulanza e non durante il tragitto”.

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