lunedì 16 Marzo 2026

La Volta Buona, Patrizia Mirigliani sul ‘caso’ Ditonellapiaga: “Se associ a Miss Italia la parola ‘disperata’ non mi sta bene”

La patron della kermesse commenta le azioni legali intraprese contro la cantante per l'album e la canzone che hanno il nome del concorso: "È contro l'immagine stereotipata, oggi una donna non deve essere disperata per la bellezza"

ROMA – Patrizia Mirigliani fa chiarezza a La Volta Buona sul ‘caso’ Ditonellapiaga. Lo fa dopo l’annuncio da parte di Miss Italia di azioni legali contro la cantante, arrivata terza a Sanremo con ‘Che fastidio!’, che ha chiamato il suo album in uscita il 10 aprile proprio con il nome del celebre concorso di bellezza. Al centro della contestazione il testo della canzone omonima “Miss Italia”, che – secondo quanto scritto dagli avvocati della kermesse – contenga espressioni e giudizi ritenuti lesivi della dignità e dell’onore delle ragazze che partecipano al concorso.

UNA QUESTIONE DI MARCHI REGISTRATI E PAROLE

“Io ho richiesto di leggere il contenuto del testo e mi è arrivato la sera prima di Sanremo- racconta Mirigliani nel salotto di Caterina Balivo- ho capito che non fosse proprio così carino verso le mie Miss che partecipano al concorso, anche se Margherita (il vero nome di Ditonellapiaga, ndr) riporta su di sé il problema di non sentirsi bella o piacevole, che poi lei è bellissima tra l’altro, una ragazza meravigliosa, una potenziale Miss. Ha fatto delle performance vestita e truccata benissimo, una grande artista. Molte volte, però, gli artisti non sanno che poi c’è una realtà e questo dovrebbero saperlo i discografici, cioè che ci sono marchi registrati, depositati, che sono marchi commerciali”.

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Patrizia Mirigliani, poi, spiega di essere venuta a conoscenza della questione dai social: “Nessuno della produzione del disco ci aveva avvisati. È come il caso di Taylor Swift in America che ha chiesto di chiamare il suo documentario ‘Miss America’ e l’organizzazione ha detto ‘no’. E si è chiamato ‘Miss Americana’”.

“Miss Italia è sempre stata usata- continua Mirigliani- bisogna vedere come la usi e come la contestualizzi. Se associ all’immagine delle Miss la parola ‘disperata’ non mi sta bene“. E conclude:  “Io vorrei che Margherita venisse, anche a casa mia, a spiegarmi il significato del testo. Ci sono cose legali in ballo e non posso dire altri contenuti. Il concorso ha dimostrato negli anni di essere al passo con i tempi. È contro l’immagine stereotipata, oggi una donna non deve essere disperata per la bellezza“.

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