Schwazer a Sanremo: “Vinto in tribunale, ora voglio essere giudicato dallo sport”

Alex Schwazer
L'atleta ha raccontato le sue emozioni dopo che il Gip di Bolzano ha archiviato le accuse di doping per non aver commesso il fatto e ha stabilito che le provette con i campioni del campione olimpico di Pechino 2008 sono state manipolate
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ROMA – “Io sono stato giudicato a Rio ma adesso voglio essere giudicato di nuovo dalla giustizia sportiva con i nuovi fatti in mano: ho perso una Olimpiade e diverse gare, non voglio perderne altre”. Lo ha detto Alex Schwazer, ospite nella seconda serata del Festival di Sanremo per raccontare le sue emozioni dopo che il Gip di Bolzano ha archiviato le accuse di doping per non aver commesso il fatto e ha stabilito che c’è stata la manipolazione delle provette. “Ho vinto in tribunale, ma sono uno sportivo io vinco sul campo da gara e li ci tornerò”, ha aggiunto.

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SCHWAZER: “LA MIA BIMBA MI VEDRÀ IN GARA A GIOCHI TOKYO

La mia bimba mi vedrà prima in gara per qualificarmi e poi mi vedrà alle Olimpiadi: ho tanta tanta voglia di chiudere il cerchio. Ho vinto in tribunale ma sono uno sportivo e voglio vincere sul campo”. L’atleta ha raccontato le sue emozioni dopo che il Gip di Bolzano ha archiviato le accuse di doping per non aver commesso il fatto e ha stabilito che le provette con i campioni del campione olimpico di Pechino 2008 sono state manipolate.

Proprio la famiglia è stata un rifugio per il marciatore altoatesino negli anni dopo la squalifica arrivata a Rio de Janeiro, e che gli è costata l’Olimpiade del 2016. “Mia moglie è stata molto importante per me, perché abbiamo una famiglia, una bimba di quasi 4 anni e un bimbo che farà 5 mesi. Tutto questo ha dato nella mia vita il giusto peso alle cose. Questa vicenda- ha raccontato- mi ha messo tanta amarezza ma sapevo che a casa c’era la famiglia e questo mi ha dato forza”.
Ripercorrendo le tappe della vicenda giudiziaria al Tribunale di Bolzano, Schwazer ha spiegato: “Sono finito in tribunale per difendermi e volevo dimostrare la mia innocenza. Dopo tanti anni ho trovato anche un giudice molto molto coraggioso che voleva andare fino in fondo e ci voleva vedere chiaro: nella sfortuna, questa è stata la mia fortuna”. Infine ancora un pensiero per il futuro: “Credo che nessuno mi ridarà la mia vita persa, non si può tornare indietro ma si può rimediare”.

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