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Pacitto: “A Cassino giornata dedicata al femminile adolescenziale”

Evento di domani a Cassino è stato riviato a causa dell'emergenza coronavirus
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ROMA – “E’ da 13 anni che l’Associazione di psicologia Umanistica ed Analisi Fenomenologico Esistenziale si occupa di questioni femminili e lo fa secondo una prospettiva particolare, cioè cogliendo la soggettività e la psicologia del femminile. Che cosa significa? Interrogarsi su che cosa significhi il femminile, su cosa sia l’identita femminile, come è andata costruendosi nel tempo e che cosa sia diventata oggi. 

Senza trascurare il tema politico (risale a 12 anni fa la proiezione del film ‘Vogliamo anche le rose’, pregevole, storica ricostruzione delle tappe che dagli anni’60 in poi hanno segnato la progressiva acquisizione dei diritti paritari da parte delle donne), il focus della ricerca si è sempre rivolta ad indagare le pieghe del femminile, la specificità dei percorsi e la complessità del suo evolversi attraverso i tempi. Si sono, dunque, avvicendate sullo schermo le pioniere della psicoanalisi (Lou Andreas Salomé, Sabine Spilrein), le filosofe che per prime hanno guidato la rivendicazione, da parte delle donne, del diritto di pensare e diventare se stesse (Ipazia, Edith Stein, Simone Weil, Hannah Arendt, Iris Murdoch), le scienziate (Temple Grandin, Diane Fossey), le artiste (Marina Abramovic, Margaret Keane). 

Non sono mancati seminari e riflessioni su tematiche specifiche: così abbiamo letto di Diotima nelle pagine in cui ce ne parla Socrate nel Convivio; abbiamo letto Ildegarda di bingen, Karen Hornay ed Helene Deutch. Né abbiamo trascurato la relazione tra femminile e maschile, analizzata nelle sue zone d’ombra ed ambiguità (si pensi al tema del gaslight immortalato nel celebre film Angoscia, interpretato da Ingrid Bergman e Charles Boyer)”. Così in un articolo Maria Felice Pacitto, psicologa, psicoterapeuta e filosofa. L’evento, che si doveva tenere domani a Cassino – alle 16.30 nella sala San Benedetto della Banca popolare del Cassinate – a cui sarebbe stata presente, tra gli altri, Magda Di Renzo, psicanalista e responsabile del servizio di psicologia e psicoterapia dell’età evolutiva dell’Istituto di Ortofonologia di Roma, è stato riviato a causa dell’emergenza coronavirus.

“Quest’anno si è voluto scegliere il femminile adolescenziale, troppo trascurato e disciolto nella tematica generale dell’adolescenza. Si è scelto pertanto un film del 2019, diretto da Francesco Ghiaccio. La trama si snoda intorno alla storia di tre amiche inseparabili, che devono confrontarsi con i problemi tipici dell’adolescenza: i chili di troppo, il rapporto con i coetanei e con il mondo maschile, il conflitto con le figure genitoriali. Il film si qualifica appunto per la sobrietà e l’aderenza alla realtà del tema trattato senza indulgere in pseudo drammi e senza calcare la mano su effetti e particolari di repertorio. Il pregio del film è proprio questo aver voluto riportare l’attenzione su tematiche che appartengono ormai alla quotidianità e averlo fatto con una sorta di rispetto e delicatezza nei confronti del mondo adolescenziale. L’adolescenza, è noto, è fase della vita particolarmente difficile, destinata a reperire molteplici energie psichiche e fisiologiche per la mole delle questioni che la ragazza deve affrontare. Innanzi tutto il problema della propria identità. ‘Chi sono io?’ ‘Che cosa voglio?’ ‘Come devo rapportarmi con il mondo’. Domande che l’adolescente si pone e che sono di non poca entità considerando che, dalle risposte, si struttura il nucleo base della personalità dell’adulto. Ogni fase della vita ha, infatti, un compito. Quello dell’adolescenza è appunto arrivare al primo nucleo di base della propria identità. E’ troppo dire ‘trovare se stessi’, in quanto questo è un processo che dura un’intera vita. 

Una volta si diceva, in ambito psicologico, che la vita dell’adolescente è caratterizzata dal processo alternato del ‘dentro/fuori’ la famiglia, formula che, in parte, ha ancora senso e che sta ad indicare l’impellenza che l’adolescente ha di separarsi dalla famiglia ma, nello stesso tempo il timore di affrontare il mondo e, dunque, il suo bisogno di poter rientrare al sicuro nella famiglia. Oggi il mondo esterno, a causa della presenza pervasiva dei media e degli strumenti tecnologici, è diventato più incombente nella vita dell’adolescente, che si trova spesso ad affrontare situazioni relazionali difficili e pericolose che mettono a dura prova il suo processo di crescita serena e di acquisizione di una identità”, continua Pacitto.

“Il mondo giovanile non sfugge alla dilagante aggressività che caratterizza il comportamento umano: fenomeni di bullismo ed ostracismo nei confronti dei coetanei, in varie forme, sono diventati una vera emergenza. Una punta dell’iceberg, quelli denunciati, dato che spesso le famiglie delle vittime e quelle degli agenti si vergognano di denunciare: i primi per timore di far apparire i figli ‘fessi’, i secondi per evitare di far apparire i figli ‘delinquenti’. Ma in primo piano v’è il tema non meno difficile del rapporto con il proprio corpo, un corpo in trasformazione (sotto le spinte ormonali) con cui l’adolescente deve prendere confidenza, che deve imparare a gestire e valutare come il suo proprio corpo. E non è facile in un mondo in cui forte è la pressione dei media nell’imporre un’immagine di fisicità e di bellezza standardizzata e normativa cui non è facile sottrarsi. Infine per l’adolescente non è semplice, spesso, il rapporto con la madre. Il profilo materno è fortemente cambiato negli ultimi decenni e mostra un’ambiguità di fondo che oscilla tra una manifesta complicità e una concorrenza di fondo. A vederle le madri si confondono con le figlie! Dal modo in cui l’adolescente affronta e risolve le sfide che questa fase della vita, pone dipendono la maturità e sanità psicologica dell’adulto. Non sempre tutto si sviluppa in modo lineare: troppi sono i nodi problematici che l’adolescente deve affrontare, troppa è la pressione di un modello di vita falso: il dover essere belli, intelligenti, sempre all’altezza della situazione, vincenti e di successo. E’ evidente che mai come in questo momento è facile che l’adolescente, se non debitamente sostenuto ed aiutato, possa non farcela, possa soccombere al peso delle richieste che vengono poste dalla società e anche falla famiglia. Quest’ultima è il modulatore fondamentale delle problematiche e delle crisi adolescenziali”, conclude Pacitto.

 

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