A Matera arriva l’eccellenza Iscr, inaugurata la scuola di restauro

MATERA - La Croce dipinta ritrova la sua
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MATERA – La Croce dipinta ritrova la sua luce, la Madonna in calcare del XVII secolo torna intatta, la statua dell’Evangelista e’ di nuovo in piedi. Sono loro i simboli di un anno tutto dedicato al restauro, il primo per Matera e per la sua Scuola di Alta formazione aperta alla fine del 2015 dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro.

Dodici mesi di attivita’ raccontati con la mostra ‘RestaurAnno Primo’, allestita nelle sale dell’ex convento di Santa Lucia Nova, sede della Scuola che oggi é stata inaugurata dal ministro dei Beni e delle Attivita’ culturali e del Turismo, Dario Franceschini, insieme al presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, e al sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri. Con loro, il direttore dell’Istituto Superiore, Gisella Capponi, e il direttore della Scuola di Alta formazione di Matera, Giovanna De Palma. Circondato dagli allievi e da molti cittadini di Matera, Franceschini ha scoperto la targa della Scuola e poi, con De Ruggieri e Pittella ha tagliato il nastro tricolore all’ingresso del prestigioso ex convento di Santa Lucia Nova, totalmente restaurato per ospitare i laboratori e le aule.

Quella di Matera e’ la seconda sede della Scuola dopo quella di Roma, aperta nel 1942, ed è intitolata allo storico dell’arte Michele D’Elia, direttore dell’Istituto dal 1988 al 1991 che ha “fortemente voluto” l’apertura della struttura nel Sud del Paese. “Era ovvio dedicarla a lui”, ha detto commosso De Ruggieri che ha ricordato l’impegno di D’Elia per Matera e per il suo patrimonio. “Il successo di oggi- ha detto ancora il sindaco- rappresenta uno di quei punti di forza che bisogna dare a questa città per renderla un punto di riferimento e per competere con gli altri territori. Matera deve avere strutture internazionali, come questa Scuola”.



Pensata come “un ponte verso il Mediterraneo, in linea con le missioni svolte all’estero dall’Istituto”, la sede di Matera seguirà lo stesso approccio al restauro insegnato nella Scuola romana, con cui condividerà i programmi e anche i cantieri estivi. “Ma qui abbiamo voluto qualcosa di diverso- ha aggiunto Capponi- perché la vocazione di questa Scuola sarà un forte legame con la città. Sarà una sede aperta, in grado di creare sinergie con le eccellenze della regione e del Meridione tutto“. Due i corsi già attivati a Matera, il primo dedicato alle superfici decorate dell’architettura e il secondo ai dipinti. Alla fine del percorso formativo, che dura cinque anni, gli allievi, così come i colleghi romani, potranno sostenere un esame abilitante per la professione di Restauratore di beni culturali e riceveranno un Diploma equipollente alla Laurea magistrale.

“Obiettivo raggiunto” per Pittella che ha sottolineato la “consapevolezza dei lucani del ruolo che Matera svolge per il Paese, in Europa e nel mondo. Franceschini- ha detto il governatore- e’ il ministro che ha invertito il paradigma, considerando finalmente la cultura come base da cui partire per lo sviluppo“. Con la Scuola di Alta formazione “Matera fa cultura e la traduce in pratica- ha aggiunto il governatore- recuperando i nostri tesori. Una cosa straordinaria”.



Prima di poter accedere agli spazi di Santa Lucia Nova, per un anno gli allievi e le allieve di Matera hanno lavorato tra Palazzo Lanfranchi e i laboratori della Soprintendenza. E’ qui che hanno restaurato le opere della mostra ‘RestaurAnno Primo’, quasi tutte provenienti dal territorio della Basilicata. Così la Madonna policroma della metà del XVII secolo recuperata dai Carabinieri tutela patrimonio culturale, ma anche i capitelli, i rilievi e i leoni in calcare locale provenienti dal Museo Ridola di Matera. E poi gli angeli in marmo di Carrara, le bifore e la statua dell’Evangelista, tornata in piedi grazie alla creazione di un supporto, tutti appartenenti alle Chiese della regione. Fa eccezione la Croce dipinta, arrivata dalla galleria Palatina di Palazzo Pitti e databile tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo. Per quest’anno, invece, gli allievi sono impegnati nel restauro delle opere provenienti dalle aree del terremoto che ha colpito il Centro Italia, tra cui una scultura in marmo di età Giulio claudia e due affreschi del XII e XIII secolo.

Un lavoro che proprio gli studenti hanno raccontato oggi al ministro Franceschini, che dopo la cerimonia di inaugurazione ha visitato la mostra ‘RestauAnno Primo’ allestita a Santa Lucia Nova. “Avere la sede di questa Scuola a Matera- ha detto- e’ il modo migliore per avvicinarsi al 2019”, anno in cui la città dei Sassi sarà Capitale europea della cultura. “E’ un’eccellenza che richiamera’ persone da tutta Italia e da tutto il mondo. Oggi- ha detto- e’ una giornata molto importante per Matera, per la Basilicata e per tutto il Paese”. E per il futuro, il titolare del Collegio romano ha annunciato che l’impegno del ministero con l’Istituto Superiore proseguirà con “l’apertura di una Scuola internazionale di Alta formazione a Gerusalemme”.

di Nicoletta Di Placido

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