Cultura, Franceschini taglia il nastro alla scuola di restauro Iscr a Matera

[caption id="attachment_109036" align="aligncenter" width="700"] Foto Angelo Rubino - Iscr[/caption] MATERA - Taglio
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Foto Angelo Rubino – Iscr

MATERA – Taglio del nastro per la Scuola di Alta formazione aperta a Matera dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (Iscr). A inaugurare la nuova sede nell’ex convento di Santa Lucia Nova, il ministro dei Beni e delle Attivita’ culturali e del Turismo, Dario Franceschini. Con lui, anche il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, e il direttore dell’Iscr, Gisella Capponi.

Moltissimi i cittadini che hanno assistito alla cerimonia, a cui hanno partecipato anche gli allievi e le allieve della Scuola di Alta formazione. Prima di tagliare il nastro, il ministro ha scoperto la targa della Scuola dedicata allo storico dell’arte Michele D’Elia. “Questa e’ una giornata molto importante per Matera, per la Basilicata e per tutto il Paese“, ha detto il ministro.

“L’apertura di una Scuola di Alta formazione dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro- ha aggiunto- vuol dire avere qui l’eccellenza internazionale”.

Secondo Franceschini, “unendo la presenza della Scuola dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, che e’ un’eccellenza internazionale, al percorso Matera 2019, penso si possa rendere permanente l’idea che Matera ha una vocazione specifica in tutto ciò che, pubblico e privato, e’ legato alla conservazione e al restauro dei beni culturali“.

L’apertura a Matera della Scuola “sta dentro la vocazione di Matera di recupero del proprio patrimonio culturale. Quella del cambiamento dei Sassi- ha aggiunto- e’ una storia che credo tutto il mondo debba apprezzare e conoscere: il luogo della poverta’ e della miseria che diventa invece un luogo di innovazione, di hotel diffusi, di ricerca e di start up. Io penso che questa vocazione si debba ulteriormente specificare sul settore dei beni culturali. Dietro quello slogan apparentemente simpatico, ‘Basilicon valley’, c’e’ un messaggio: se Matera valorizza fino in fondo una specificita’ sui beni culturali, si costruisce una vocazione che dura per sempre“.

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