ROMA – Giuseppe Musella ha confessato. È stato lui, ieri pomeriggio, ad accoltellare alla schiena la sorella Jlenia Musella al culmine di una lite. Il giovane di 28 anni, è ora detenuto nel carcere di Secondigliano. La Procura gli ha notificato un provvedimento di fermo per omicidio volontario.
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Secondo quanto riporta Rai News, la madre e il patrigno della ragazza sono detenuti (lui per omicidio lei per droga) e tra i due fratelli, che vivevano insieme in un appartamento del rione Conocal di Ponticelli, le liti erano molto frequenti. Jlenia, ieri pomeriggio, era stata portata a bordo di un’auto privata all’ospedale Villa Betania con una ferita da arma da taglio alla schiena che è risultata letale. Dopo l’omicidio, gli inquirenti avevano subito battuto la pista del fratello. Nella notte il 28enne si è presentato in commissariato e ha confessato: le avrebbe lanciato un coltello nella schiena al culmine di un litigio.
NAPOLI, GRATTERI: DI RIONI DEGRADATI PARLI LA POLITICA
Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, interpellato, a margine di una conferenza stampa, in relazione al femminicidio di Ylenia Musella, ha spiegato di non poter fornire commenti su un’indagine al momento in corso, quella che riguarda il fratello della vittima Giuseppe Musella. Gratteri interviene, però, sul contesto nel quale si è sviluppato il femminicidio, avvenuto nel rione Gescal di Ponticelli. “La domanda sui rioni degradati di Napoli non va posta a me – ha evidenziato il procuratore – ma a chi fa politica. Noi interveniamo sul piano giudiziario e, se ci sono suggerimenti, noi siamo pronti ad ascoltare tutti. Il vasto territorio della provincia di Napoli, in particolare, è effervescente, nel bene e nel male”. “Napoli – ha aggiunto Gratteri – è sempre una città di cultura, dove si vendono più biglietti di teatro che a Roma o Milano. Questo è un dato positivo, di una città che ha bisogno ed è allenata e abituata al piacere e alla bellezza della cultura. Ma, nello stesso tempo, c’è anche un’altra Napoli violenta, dove si uccide soprattutto e spesso per motivi futili. Noi ci dobbiamo interessare anche di quest’altra parte, siamo pagati anche per fare questo tipo di lavoro e quindi ci interessiamo di questo tipo di violenza, di questa recrudescenza, di questi reati violenti che terrorizzano la popolazione. Però è anche vero che, statistiche alla mano, abbiamo una altissima percentuale, rispetto anche ad altri territori d’Italia, di reati scoperti, cioè commessi in cui i fascicoli non sono ignoti”.



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