Bonaccini: “L’Emilia-Romagna può essere interamente vaccinata entro l’estate”

stefano bonaccini
Il presidente della Regione spiega che il piano di immunizzazione dipende esclusivamente dalla regolarità delle forniture. Nel frattempo secondo lui si potrebbe andare a votare per le amministrative
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BOLOGNA – L’Emilia-Romagna potrebbe essere vaccinata interamente entro l’estate, ma tutto dipenderà dalla regolarità delle forniture. Il presidente regionale Stefano Bonaccini, alla vigilia della presentazione della fase 2 delle vaccinazioni in Emilia-Romagna, non teme confronti con la Lombardia, dove Guido Bertolaso ha fissato per giugno il termine per raggiungere il traguardo della campagna anti-Covid. “Quello lo possiamo fare anche noi”, chiosa Bonaccini, interpellato oggi su Raidue. “Possiamo triplicare, quadruplicare, quintuplicare quello che già facciamo oggi. E siamo la prima regione per vaccinati complessivi in rapporto alla popolazione che hanno fatto le due dosi. Siamo arrivati a farne 10.000 al giorno, possiamo aumentare tantissimo e vaccinare anche noi tutti entro l’estate. Il punto è se ci sono le dosi. Perché dire che vaccineremo tutti è abbastanza semplice, ma bisogna evitare di illudere qualcuno”.

In base al piano che verrà reso noto nei dettagli domani “per quante dosi arriveranno l’Emilia-Romagna saprà fare il suo mestiere fino in fondo con la sua organizzazione della sanità pubblica”. Oggi l’impegno è tutto sul mondo sanitario e gli ultra ottantenni, ma a marzo, ricorda ancora il presidente dell’Emilia-Romagna, partirà la campagna per la vaccinazione della popolazione generale, a partire dalle categorie professionali più a rischio.

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“VOTARE COL COVID SI PUÒ, PER LE AMMINISTRATIVE È PROBABILE SI VADA A GIUGNO”

Votare anche con la pandemia si può fare, lo si è già fatto anche pochi mesi fa e lo si può fare più avanti. Io penso che per le amministrative sia più probabile che si voti a giugno” dice Bonaccini a “Ore 14”. Ma, sottolinea, “un conto è votare in alcune città anche grandi, un conto è votare per un intero paese”. Un’ipotesi che secondo il governatore Pd va assolutamente scartata per non distrarre il paese con una campagna elettorale di mesi dalle priorità del momento: pandemia, Recovery plan e vaccinazioni. Per questo “chi pensa alle elezioni domattina lo fa solo per interessi personali e di parte”, ribadisce Bonaccini.

“INTORNO A DRAGHI SERVE UNA SQUADRA DI QUALITÀ, NON LO SI PARAGONI A MONTI”

“Mi auguro nasca un Governo guidato da Mario Draghi che abbia una qualità e profili che possano garantire all’Italia di tornare a correre”. Il presidente dell’Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, guarda alla “pagina nuova” che si sta aprendo e insiste sulla competenza che vorrebbe nella squadra di Governo: non una compagine puramente tecnica però. “Penso- dice Bonaccini ospite oggi di ‘Ore 14’ su Raidue- che adesso serva intorno a Draghi una squadra con caratteristiche di grande qualità e competenza. Politica o tecnica? Penso che alla fine ci siano sempre decisioni politiche anche da parte dei tecnici. Penso che l’equilibrio migliore potrebbe essere una squadra fatta di personalità politiche con anche tecnici, o meglio professionisti che nella loro vita hanno dimostrato nei ruoli che hanno ricoperto di essere capaci e all’altezza”.

Guai però a fare confronti preventivi con ciò che fu il Governo Monti. “Nessuno mi venga a fare il paragone oggi tra la fase del Governo Monti e quella di Draghi, allora- ricorda Bonaccini- eravamo in una fase in cui bisognava tagliare e tagliare pesante, oggi siamo in una fase in cui sono a disposizione risorse che l’Italia non ha mai visto nel Dopoguerra, chi paragona le due vicende secondo me dovrebbe studiare i diversi momenti storici”. In ogni caso l’ex presidente della Bce “adesso va lasciato lavorare, gli va consentito di fare le consultazioni e di avanzare una proposta al Parlamento e al paese, con profili di alta qualità. Sarebbe un errore grave non sostenere questo Governo”, conclude Bonaccini.

“Chi chiede elezioni subito lo fa per interesse di parte. Non degli italiani”. Così su Twitter Bonaccini.

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