Brasile, ‘niente sesso andiamo a scuola’. La campagna già divide

Rete femminista contro iniziativa bolsonaro per ragazzi 10-18
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ROMA – Scontro e polemiche in Brasile per “Yo elegi’ esperar”, “Io scelgo di aspettare”, campagna educativa immaginata dal governo del presidente Jair Bolsonaro per convincere gli alunni delle scuole secondarie a ritardare i primi rapporti sessuali. L’ultima denuncia e’ giunta dalla Rete femminista delle ginecologhe e delle ostetriche. In un comunicato, rilanciato questa settimana dalla stampa nazionale, si sottolinea che “raccomandare l’astinenza e non fornire informazioni adeguate sulla salute sessuale e riproduttiva non fermera’ i teenager dall’avere rapporti”.

La campagna e’ stata presentata a fine gennaio dal ministro per le Famiglie, le donne e i diritti umani, Damares Alves, esponente dell’ala conservatrice-evangelica del governo, che in piu’ occasioni si e’ definita “estremamente cristiana”. “E’ davvero necessario fare sesso a 12 anni?” ha chiesto la dirigente durante una conferenza stampa, sostenendo peraltro che l’astinenza aiuta a ridurre i rischi di contrarre l’Aids.

La campagna nelle scuole dovrebbe scattare una volta concluso il Carnevale, a fine mese. Secondo stime rilanciate dalla stampa del Brasile, nel Paese il tasso di gravidanze di adolescenti aveva raggiunto il suo punto piu’ alto negli anni ’90, toccando quota 80 su mille nascite. Da allora si sarebbe verificato un calo in linea con la tendenza globale, pur rimandendo la stima nazionale al di sopra della media internazionale: circa 62 per mille a fronte di 44 per mille. Lo scarto e’ ancora piu’ rilevante rispetto a Paesi come gli Stati Uniti, dove la quota delle madri adolescenti non supera il 18 per mille del totale.

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4 Febbraio 2020
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