Card unica treno-bus in Emilia-Romagna, il Difensore civico bacchetta Trenitalia

BOLOGNA - L'abbonamento unico treno-bus in Emilia-Romagna continua a dare grattacapi ai pendolari. E questa volta è il Difensore civico
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

BOLOGNA – L’abbonamento unico treno-bus in Emilia-Romagna continua a dare grattacapi ai pendolari. E questa volta è il Difensore civico della Regione, Carlotta Marù, a bacchettare Trenitalia. Il motivo? Chi ha fatto un abbonamento del treno online non può caricarlo sulla carta unica, quella che garantisce l’autobus gratuito, perchè il primo acquisto della card può essere fatto solo fisicamente, andando cioè di persona agli sportelli di Trenitalia.

Una incompatibilità che secondo il Difensore civico regionale non è segnalata in modo “chiaro e inequivocabile” sul sito di Trenitalia, e può indurre in errore molti pendolari. Ma che soprattutto rappresenta una “potenziale discriminazione” per chi vive nei piccoli Comuni e non ha a disposizione una biglietteria. Da qui l’invito alle Fs a rimediare, consentendo di caricare sulla card unica anche l’abbonamento acquistato online, partendo da chi ha sollevato il caso.

A denunciare il problema è stato uno studente ventenne di Bentivoglio, in provincia di Bologna, Emanuele, iscritto alla Facoltà di Lettere dell’Alma Mater. E si è visto dare ragione. Dall’1 settembre scorso, la Regione ha sancito che chi possiede un abbonamento annuale al treno può circolare gratis in autobus nelle 13 città principali dell’Emilia-Romagna. Ogni giorno, per andare a lezione, questo studente prende il treno dalla stazione di San Giorgio di Piano, sulla tratta Bologna-Ferrara. Il ventenne si è così presentato agli sportelli di Trenitalia in stazione centrale, per richiedere la carta unica. Gli operatori Fs gli hanno però negato la possibilità, spiegandogli che l’abbonamento acquistato online non poteva essere caricato sulla card e suggerendogli di farne uno nuovo direttamente con lo sconto bus, chiedendo il rimborso di quello precedente.

Lo studente allora ha scritto per due volte all’indirizzo mail indicato da Trenitalia per chiedere spiegazioni, nel novembre scorso, senza mai ricevere risposta. A questo punto, si è rivolto al Difensore civico della Regione. “Sul sito web di Trenitalia– afferma Marù- non è descritto in maniera sufficientemente chiara e inequivocabile che l’acquisto online di un abbonamento risulti incompatibile con il caricamento dello stesso sulla carta Unica. In questo modo, appare ragionevole affermare che l’utente è indotto in errore”. Inoltre, dal portale Fs “non appare chiaro il distinguo tra l’acquisto dell’abbonamento e la ricarica della carta, la quale può essere effettuata anche online, mentre il primo acquisto dell’abbonamento deve necessariamente essere effettuato fisicamente dall’utente”.

Secondo il Difensore civico, dunque, da un lato c’è il “concreto rischio che l’utente non sia sufficientemente informato sulle modalità idonee ad ottenere l’integrazione” treno-bus. Dall’altro, emerge una “potenziale discriminazione per i soggetti che risiedono in piccoli Comuni, le cui stazioni sono sprovviste di biglietterie o comunque dotate di ‘macchinette’ spesso fuori uso” dove poter acquistare la card.

Tra l’altro, bacchetta Marù, il “principio di ragionevolezza” vorrebbe che “il soggetto erogatore del servizio di trasporto non impedisca agli utenti la possibilità di accesso alle agevolazioni finanziate dall’ente regionale, basandosi esclusivamente su aspetti formali attinenti alle procedure di acquisto degli abbonamenti di viaggio“.

Il Difensore civico invita quindi Trenitalia prima di tutto a concedere comunque allo studente sia l’accreditamento dell’abbonamento sulla card sia l’agevolazione per gli autobus. Inoltre, l’azienda ferroviaria è esortata a risolvere il problema una volta per tutte, dando la possibilità a ogni pendolare di caricare anche l’abbonamento online sulla carta, “evitando che si verifichino immotivate e ingiuste disparità di trattamento“. Infine, Trenitalia viene invitata a “utilizzare forme di comunicazione e informazione adeguate, efficaci e precise” anche per via informatica, in modo da “evitare incomprensioni e fraintendimenti, nonché ridurre reclami e ricorsi”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»