L’appello di Kyenge per i migranti: “La Ue non li rispedisca nei lager libici”

"I nostri nemici rimangono gli scafisti e i trafficanti di vite umane, non i migranti"
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ROMA – “Si tratta di un passo avanti dell’Ue quello raggiunto alla Riunione informale dei Capi di Stato dell’Unione Europea a Malta, un passo in avanti nell’impegno comune sulla rotta del Mediterraneo, ma ci sono punti critici nel piano della Commissione Europea che non possono essere taciuti”. Lo ha detto l’europarlamentare Cecile Kyenge (Pd) al termine del Vertice Ue che ha avuto luogo a La Valletta, così come riportato in una nota.

“L’Unione fa un positivo passo in avanti nella cooperazione con le fragili autorità libiche per salvare più vite umane e smantellare più facilmente la rete dei trafficanti. Ma i nostri nemici- ha osservato Kyenge- rimangono gli scafisti e i trafficanti di vite umane, non i migranti. Non possiamo mettere tra parentesi la condizione drammatica dei diritti umani dei migranti in Libia. Oggi i campi dei migranti in Libia sono veri e propri lager. Il Piano della Commissione può tenere solo a condizione che questi campi siano smantellati e costituiti nuovi campi di accoglienza sotto l’egida dell’Unhcr”. Quindi l’eurodeputata ha aggiunto: “sarebbe assurdo salvarli in mare, per rispedirli in questi lager. Basta ascoltare le testimonianze dei migranti. La Libia non può diventare un’enorme prigione. Insieme al controllo delle frontiere del sud libico e ai rimpatri assistiti verso i Paesi d’origine, l’Europa deve aprire anche vie legali per uscire dalla Libia: corridoi, visti ed ammissioni umanitarie per l’ingresso legale in Europa”.

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