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Covid, 50 contagi alla Fiac di Bologna: l’Inail riconosce gli infortuni sul lavoro

Lo fanno sapere la Fiom-Cgil e il patronato Inca, che vedono riconosciuta una istanza che era stata portata avanti dalla Cgil
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ROMA – Il contagio al Covid come un infortunio sul lavoro. L’Inail lo ha riconosciuto a tutti i lavoratori della Fiac compressori di Pontecchio Marconi che si erano contagiati a febbraio-marzo dello scorso anno. Lo fanno sapere la Fiom-Cgil e il patronato Inca, che vedono riconosciuta una istanza che era stata portata avanti dalla Cgil.

La Fiom di Bologna con la rsu di Fiac “ha avviato, sin da subito, tutte le pratiche con il patronato Inca per richiedere all’Inail che venisse riconosciuto l’infortunio alle 50 persone contagiate nella stessa azienda“. A seguito dell’istruttoria svolta “è arrivata nei giorni scorsi la conferma del riconoscimento”.

La qualificazione del periodo come infortunio e non come malattia, sottolineano ancora Fiom e Inca, “è una tutela aggiuntiva per i lavoratori dal punto di vista contrattuale, per eventuali terapie post infezione e per il riconoscimento di postumi permanenti legati all’evento”. Per questo motivo il sindacato sollecita “tutte le lavoratrici ed i lavoratori, che ritengano di essersi contagiati sul luogo di lavoro, ad avviare tutte le procedure per il riconoscimento dell’infortunio e per fare valere i propri diritti”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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