Industria e automazione, l’accesso ai mercati di Nord America e Canada

Ecco le differenze per quanto riguarda i macchinari e le regole da rispettare quando approdano sui mercati oltreoceano, rispetto a quello che avvienein Europa
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ROMA – La meccanica applicata al futuro passa attraverso lo sbarco sulle piattaforme dei mercati globali, che hanno sempre di più lo sguardo rivolto verso un orizzonte nuovo e hi-tech fondato su alcune necessità basilari e imprescindibili: sono i tre pilastri della sicurezza, produttività e ottimizzazione di spazio e tempo.

Tutti concetti che, naturalmente, valgono anche per il mercato del Nord America e del Canada – ambitissimi dalle imprese che si occupano di automazione industriale – dove però, per avere accesso agli scambi, è necessario far sì che i propri prodotti rispettino alcune particolari normative che vengono identificate con le sigle UL (acronimo di Underwriters laboratories) e CSA (che sta per Canadian standards association).

Per quanto riguarda le normative di riferimento è bene dunque andare a precisare che, innanzitutto, i macchinari destinati a sbarcare sul mercato americano devono rispettare quegli specifici requisiti indicati dalla norma UL 508-A: quest’ultima detta gli standard di sicurezza relativamente alla costruzione dei quadri elettrici per il mercato americano; mentre per raggiungere il mercato del Canada, la certificazione necessaria viene dalla normativa CSA 22-2 N°14.

La presenza del marchio, al termine della procedura di rilascio, sta a indicare che alcuni campioni di quei prodotti sono stati sottoposti a specifici test da parte di laboratori espressamente riconosciuti (si tratta degli Nrtl, acronimo di Nationally recognised testing laboratory) i quali hanno attestato il rispetto delle norme applicabili per il mercato americano e canadese, oltre che la presenza dei minimi requisiti di sicurezza che quei Paesi prevedono e richiedono.

E’ decisivo essere in linea con le richieste del mercato americano e nordamericano: assumono grande importanza le normative che si occupano di precisare come vada garantita la sicurezza delle apparecchiature. Ed è utile sapere che l’azienda torinese Technology BSA – fondata nel 1997 e oggi tra i leader italiani nella distribuzione di componentistica per automazione industriale – presta la massima attenzione al rispetto delle normative citate.

Le differenze con la normativa europea

Ci sono delle differenze, per quanto riguarda i macchinari e le regole da rispettare quando approdano su questi due mercati oltreoceano, rispetto a quello che avviene in Europa. Bisogna partire dal presupposto che, storicamente, i gruppi di lavoro europei, composti generalmente da costruttori di macchine, hanno influenzato molto le norme internazionali come ISO e IEC, rispettivamente relative le prime alla gestione di efficienza e qualità aziendale mentre le seconde sono norme tecniche riguardanti i sistemi elettrici. Ecco spiegato il motivo per cui le norme ISO, legate a doppio filo al concetto di sicurezza, risultano pensate e messe nero su bianco più per i costruttori che non per gli utilizzatori finali.

La situazione, invece, si capovolge per quanto riguarda la normativa americana sempre in merito alla sicurezza dei macchinari, che risulta stilata e redatta in egual modo sia per i fornitori che per gli utenti, specie in relazione agli ambiti della progettazione e dell’utilizzo a lungo termine dei singoli strumenti tecnici. Inoltre, in Europa, esiste la ‘Direttiva macchine’: un documento che indica quelle norme che, applicate dal costruttore, vanno a garantire una presunzione di conformità che ha valore sia per l’utilizzatore che per il produttore. Sono aggiornate in continuazione e pubblicate in un elenco sulla Gazzetta Ufficiale europea.

L’OSHA (acronimo di Occupational safety & health administration, che si occupa di sicurezza sul lavoro) fa riferimento invece a una lista di regolamenti applicativi realizzati dagli anni ‘70. Può anche mettere in evidenza violazioni in riferimento al rispetto di standard come quelli ANSI (acronimo di American national standards institute, associazione che fissa le norme industriali negli Stati Uniti d’America).

In generale è bene ricordare che il marchio che conosciamo come ‘dichiarazione di conformità CE’ non ha rilevanza in Canada e Stati Uniti, anche se può comunque essere preso come punto di riferimento di valore autorevole.

Le specifiche tecniche e la mappatura dei rischi

Negli Stati Uniti i singoli costruttori dei macchinari e dei prodotti devono mettere a segno un’analisi precisa dei rischi tecnici connessi alla strumentazione, in relazione ai rischi meccanici, elettrici, pneumatici che tenga anche conto dell’utilizzo e delle future applicazioni. Oltre che indicare a chi sarà destinata e quali siano gli eventuali utilizzi scorretti che si possano ragionevolmente prevedere. Ogni cosa dovrà essere segnalata adeguatamente nella documentazione di accompagnamento.

Ad ogni modo, sarà possibile effettuare un’analisi del rischio anche da parte dell’utilizzatore finale che potrà determinare nel dettaglio gli eventuali pericoli specifici e le misure di sicurezza da prendere in conseguenza. Tornando alle  normative UL e CSA, abbiamo detto che in America gli organismi cruciali vengono identificati come Nrtl, mentre per il Canada si parla di Scc (acronimo di Standards council of Canada). 

Stando alle indicazioni della normativa, ciascun prodotto che abbia ricevuto il marchio al termine delle fasi dell’iter di controllo sarà risultato idoneo agli standard indicati in relazione ai rischi potenziali quali incendio, shock elettrico e altri rischi meccanici. Sono tre gli step che conducono all’esportazione nel mercato americano e nordamericano: si inizia con un inquadramento generale normativo del prodotto (diversamente da quanto avviene con le Direttive europee un medesimo prodotto può anche ricadere su due normative diverse: dipende dalla destinazione d’uso specifica).

Il secondo passaggio è quello che prevede un’analisi tecnica preliminare documentale per valutare se sotto l’aspetto progettuale quel prodotto sia stato realizzato nel rispetto delle prescrizioni previste. Infine, si dovrà inviare un campione all’organismo di competenza: inizierà una serie di test che servirà a verificare e certificare che il prodotto sia conforme Osha e Ansi.

Tra i vantaggi che questa procedura può offrire, senza dubbio c’è la possibilità di avere un rapido accesso su un mercato in scala globale oltre che di differenziarsi in un settore altamente concorrenziale. Inoltre si potrà procedere con la richiesta di un’unica attestazione di sicurezza dei prodotti per tutti i mercati, facendo ricorso a pacchetti di prove laboratoriali.

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4 Gennaio 2020
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