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‘Una storia aperta’, dialogo in prima persona di Boldrini per diritti umani

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ROMA – “È da ieri in tutte le librerie ‘Una storia aperta. Diritti da difendere, diritti da conquistare’, una lunga intervista che la giornalista Eleonora Camilli ha fatto a Laura Boldrini, parlamentare e attuale presidente del Comitato permanente sui diritti umani nel mondo della Camera dei deputati.
Il libro edito da Gruppo Abele, con la postfazione della ricercatrice esperta di genere Giorgia Serughetti, offre una riflessione sul tema dei diritti e sulle declinazioni che riguardano il femminismo, le politiche migratorie, il lavoro, la tutela della salute e la deriva dei social attraverso l’hate speech. Fare il punto sullo stato dei diritti è un’operazione necessaria, specialmente in un periodo storico come quello attuale in cui assistiamo alla messa in discussione di traguardi precedentemente raggiunti, a partire dalle libertà delle donne e delle minoranze”. Così in un articolo e recensione scrive la giornalista Raffaella Sirena. “Nella sua carriera politica Laura Boldrini è sempre stata in prima linea nel rivendicare i diritti di tutte e tutti. Questo suo pubblico schieramento la porta ad affermare, con salda convinzione, il dovere morale di istituzioni e società civile affinché tali diritti non restino solo princìpi scritti sulla carta”. “Non basta averli inseriti in Costituzione o nelle leggi- dichiara Boldrini- non è lì che si chiude il percorso. Per renderli vivi, effettivi, bisogna dare loro applicazione completa”.

Nell’intervista si fa riferimento a vicende di estrema attualità, come il caso della Polonia, nazione in cui una proposta di legge rende illegale l’aborto estendendo anche ai casi di malformazione del feto e di fatto equiparandolo all’omicidio con pene fino all’ergastolo, o l’Ungheria con la linea ultraconservatrice del leader Orbán che si è prefissato come bersaglio la comunità Lgbt+, gli organi di stampa e le associazioni a sostegno di migranti e rifugiati, la cui attività è compromessa a seguito dell’introduzione del reato di solidarietà. Sono questi due paesi membri dell’Ue a rappresentare le cosiddette “democrature”, forme ibride di democrazia e dittatura che sconfessano le radici civili e liberali europee e si avvicinano pericolosamente alle storture presenti in Turchia e Russia.

Incalzata da Camilli, la presidente Boldrini afferma che anche in Italia lo stato di salute dei diritti è preoccupante: “Anche noi non siamo immuni dal rischio di retromarcia su questo terreno. Il diffondersi dell’odio nella società alimenta un clima di violenza generalizzato che trova la massima espressione negli attacchi verso le donne, verso chiunque non risponda ai canoni consolidati e tradizionali, verso chi non è omologabile, verso gay, lesbiche, trans, migranti”.

“Che ci sia una cultura patriarcale profondamente radicata lo dimostrano i dati sull’occupazione femminile– scrive Sirena- la mancanza di un adeguato sostegno alle famiglie, l’assenza di congedi parentali equiparabili a quelli previsti in Spagna o nei paesi scandinavi e persino la tampon tax che finalmente sarà superata con l’abbassamento dell’Iva al 10 per cento. In tutta la conversazione emerge quanto Laura Boldrini sia coinvolta in prima persona in questa battaglia per i diritti: è stata oggetto di una feroce campagna di odio con la Bestia di Matteo Salvini, ha subito pesanti minacce sui social ed è stata apostrofata in modo del tutto inappropriato in diversi post maschilisti di Beppe Grillo. In quanto donna attiva in politica è la rappresentazione di quanto il personale sia politico. Il suo impegno per l’istituzione delle due commissioni parlamentari su Internet e digitale e per il contrasto dei fenomeni di odio ne sono conferma. Il dialogo su come rendere sempre più inclusiva, solidale e tollerante la società in cui viviamo continua all’interno della fiera dell’editoria Più libri più liberi con la prima presentazione del libro il prossimo 4 dicembre”, conclude Sirena.

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