Il lato inedito dei Boomdabash: “La musica ci ha salvati, è stata l’alternativa alla mafia”

L'11 dicembre esce il loro nuovo disco 'Don't worry - Best of (2005-2020)' che raccoglie i primi 15 anni di carriera del gruppo formato da Payà, Biggie Bash, Blazon e Mr. Ketra
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ROMA –  Sono stabili alla posizione numero uno della classifica dei video più visti su YouTube nel 2020 con ‘Karaoke’ ma la musica dei Boomdabash, non si esaurisce con un semplice tormentone. Esce l’11 dicembre per Soulmatical Music/Polydor (Universal Music Italy) ‘Don’t worry – Best of (2005-2020)’, il disco che raccoglie i primi 15 anni di carriera del gruppo formato da Payà, Biggie Bash, Blazon e Mr. Ketra. Un vero e proprio “viaggio musicale”, come gli stessi artisti salentini lo hanno definito presentando il progetto ai giornalisti. Ventidue i brani in tracklist, che rappresentano le tappe di un percorso che ha visto i Boomdabash creare il loro ormai ben riconoscibile sound sempre a cavallo tra pop e raggae.

Tra i pezzi fondamentali di questo viaggio ‘Un attimo’, ‘Il solito italiano’ con J-Ax, ‘Barracuda’ con Fabri Fibra e Jake La Furia, ‘Non ti dico no’ con Loredana Berte’, ‘A tre passi da te’ e ‘Mambo salentino’ con Alessandra Amoroso. Tre, invece, gli inediti ‘Don’t worry’, che da’ il titolo alla raccolta; ‘Marco e Sara’ e ‘Nun tenimme paura’, scritta e cantata con Franco Ricciardi. Una collaborazione inedita quest’ultima che è la chiave di tutto il lavoro. 

I Boomdabash, per la prima volta, tolgono ogni velo sulle loro vite e le raccontano con una canzone che è la più personale di sempre. “È il primo pezzo veramente autobiografico della nostra produzione- ha spiegato Biggie- le persone, in questi anni, hanno saputo chi sono i Boomdabash sul palco, sui social, nella loro vita musicale. Nessuno ha mai saputo qual è stata la vita che hanno fatto i Boomdabash prima, in quale realtà sociale e culturale sono cresciuti e con quali difficoltà. Il pezzo parla proprio di questo: mette a nudo l’ultimo lato che ancora non era stato svelato”. E cosa c’è dietro numeri da capogiro, dischi di platino e una collezione senza fine di tormentoni? Quattro ragazzi cresciuti a Mesagne, nel brindisino, che hanno trovato nella musica una vera alternativa a situazioni non facili da vivere, come ha raccontato ancora Biggie: “Non era semplice esprimersi e trovare delle strade positive da poter anteporre alle strade sbagliate. Nei tempi della nostra infanzia era più semplice prendere quest’ultime”. E sulla questione il cantante ha aggiunto: “Siamo cresciuti nella patria della Sacra Corona Unita, la quarta mafia. Oggi si parla di coprifuoco ma noi lo abbiamo vissuto, nel vero senso della parola, negli Anni 90. Bisognava stare a casa dalle 21 alle 6 di mattina perché se uscivi potevi ritrovarti in una sparatoria, in un agguato, in delle situazioni molto spiacevoli. Queste sono state le realtà che abbiamo vissuto”. Così, ben presto, la musica è diventata “la via d’uscita che abbiamo sempre voluto anche quando ci dicevano: ‘ragazzi non andrete mai da nessuna parte, trovate un lavoro serio’. Abbiamo sempre insistito nella ricerca di questo sogno e ce l’abbiamo fatta”.

E i Boomdabash non hanno mollato neanche quando, durante le registrazioni del primo disco in una casa in campagna, sono stati derubati di tutta l’attrezzatura acquistata per costruire uno studio casalingo. La capacità di rialzarsi e raggiungere i propri obiettivi è, non a caso, il filo conduttore di ‘Don’t worry’, il primo singolo, un vero e proprio inno alla resistenza e in qualche modo tema anche di ‘Marco e Sara’. “Abbiamo sempre cercato di essere un esempio positivo per i ragazzi- hanno dichiarato i Boomdabash– per far veder loro che, nonostante si nasca e si cresca in situazioni difficili, una via d’uscita c’è sempre”. E se ‘Don’t worry – Best of (2005 -2020)’ è il perfetto regalo di Natale, chi già pensa alla prossima estate musicale della band non deve preoccuparsi, i Boomdabash hanno già qualche nuovo pezzo in lavorazione: “Nel cantiere dei Boomdabash c’è sempre qualcosa, abbiamo tantissimi brani che sono lì a riposare e lievitare. L’estate prossima ci sarà quello che tutti chiamano tormentone. Speriamo che lo diventi”.

 

https://youtu.be/6ec15XKKauU

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