Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Il Coordinamento delle assemblee dei consultori ricevuto in Regione Lazio dopo il presidio

A prossimo tavolo dopo riapertura via Silveri anche responsabili Asl
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

















Precedente
Successivo

ROMA – Si è conclusa con l’impegno della Regione Lazio a riconvocare il tavolo il giorno dopo la riapertura del consultorio di Via Silveri, prevista per gennaio, e alla presenza dei responsabili di tutte le Asl l’incontro che si è tenuto oggi pomeriggio con il Coordinamento delle donne delle assemblee dei consultori del Lazio. Un incontro diverso da quelli che da un anno stanno animando il tavolo tra le attiviste e l’istituzione regionale perché a salire al 12esimo piano di via Cristoforo Colombo 212 non è stata la solita delegazione delle assemblee, ma l’intero Coordinamento delle donne delle assemblee dei consultori del Lazio che si era riunito in presidio davanti alla sede della Regione per chiedere una data precisa per la riapertura dei consultori di via Silveri e via Casilina 711 di “tutti gli altri chiusi e accorpati nei poliambulatori”. “Alla Regione Lazio sfuggono di mano le Asl”, è la denuncia del Coordinamento, che lamenta una mancanza di coerenza tra quanto discusso al tavolo e quanto deciso dalle singole Asl sui territori, “dove i consultori aperti vengono svuotati dal personale o chiusi, spesso con delle scuse”, dichiara dal microfono Graziella, attivista delle assemblee.

“Come in via Casilina 711- continua Gabriella- chiuso a febbraio per una ristrutturazione finita a maggio e ancora non riaperto, dicono per mancanza di personale. In due consultori della Asl Rm 2, poi, la mediazione culturale è stata già appaltata a Medici senza frontiere, che dal 2020 si occuperà anche di giovani, ivg, contraccezione e educazione sessuale”. Servizi che per il Coordinamento dovrebbero essere “di esclusiva competenza delle equipe”.

LEGGI ANCHE

Da gennaio riapre il consultorio di via Silveri, a Roma

Consultorio in via Silveri, le utenti: “Abbiamo perso una casa”

“Le nostre assenze, dovute al fatto che siamo andate in pensione, non sono state ancora riempite- rilancia Astrid, psicologa del consultorio del Trullo oggi in pensione- Da mesi dicono che verranno ricostituite le equipe, ma poi i dirigenti non sono in grado di gestire i concorsi”. E, “oltre a non sbloccare il turn over- dice Alessandra- spostano il personale da un consultorio all’altro riducendo gli orari”, col risultato di “svuotare queste strutture delle loro funzioni” e di permetterne, a quel punto, la chiusura. Dall’assemblea delle donne dei consultori della Asl Roma 6 (14 per 21 Comuni nella zona dei Castelli Romani, ndr) Alessandra punta il dito sull’obiezione di coscienza: “Il 25 settembre scorso abbiamo fatto un accesso civico generalizzato con cui chiedevamo il numero degli obiettori presenti nei consultori e negli ospedali. Ci è stato risposto, con una tabella sui dati del 2017 e 2018 e non con gli atti, come previsto dalla legge, che nei consultori ce ne sono due”. “Nei consultori non si può obiettare”, assicura dal tavolo il responsabile della segreteria dell’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Egidio Schiavetti, che, al fianco della consigliera regionale Marta Leonori dichiara che farà sapere la data della riapertura di quello di via Silveri “entro una decina di giorni”. Sul personale, dopo aver ricordato le 100 nuove assunzioni previste, aggiunge: “Stiamo chiudendo in questi giorni i concorsi per infermiere e ostetriche al Sant’Andrea e nella Asl Rm 2. Le graduatorie degli idonei, anche per le altre figure, saranno valide tre anni. La riapertura di via Silveri è simbolica rispetto al fatto che non si possono più chiudere i consultori: questa deve essere la linea Maginot. Il tema è capire come rivitalizzare una cultura dei consultori”. (DIRE) Roma, 3 dic. – “Gli argomenti del prossimo tavolo saranno la contraccezione e i corsi di accompagnamento alla nascita”, aggiunge Cecilia D’Elia, consulente del governatore Nicola Zingaretti per le Politiche di Genere, che ribadisce l’importanza del tavolo “perché è da qui che è partito un input molto forte su via Silveri”. 

“L’unica cosa positiva emersa da questo incontro- dichiara alla Dire Milena, attivista di Non Una Di Meno e del Coordinamento- è il fatto che al prossimo tavolo ci saranno anche i direttori generali delle Asl, che agiscono e prendono decisioni”. “Non siamo soddisfatte rispetto a quello che ci è stato detto sull”obiezione di coscienza- aggiunge Alessandra nel Coordinamento dall’assemblea Roma 6- perché nella realtà non è possibile monitorare gli atteggiamenti usati nelle singole visite per scoraggiare la scelta di una ivg. La richiesta è che non ci siano proprio obiettori nei consultori. Inizieremo a presidiare ogni Asl laddove verranno certificati gli obiettori nei consultori. Il primo- conclude- lo faremo ad Albano proprio davanti alla sede della Asl Rm 6”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»