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A Bologna un nuovo spazio di assistenza per consumatori di cannabis

Finanzia la Regione; al via progetto riduzione danno per Fentanyl
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BOLOGNA – Un nuovo spazio per l’assistenza dei giovani consumatori di cannabis a Bologna. E un progetto ad hoc contro il Fentanyl, un potente antidolorifico usato spesso per ‘tagliare’ l’eroina, che può causare overdose letali. Sono due dei progetti per la riduzione del danno finanziati dalla Regione Emilia-Romagna, che ha deciso di destinare alle Aziende sanitarie del territorio poco meno di un milione di euro per il contrasto alle dipendenze patologiche, a sostegno di progetti biennali che mirano tra l’altro a un più facile accesso ai servizi e alla riqualificazione professionale. In aggiunta a questi fondi, la Regione finanzia appunto con 34.000 euro in due anni anche l’avvio del progetto sperimentale dell’Ausl di Bologna che prevede la creazione di uno spazio clinico-assistenziale, ma al tempo stesso di prevenzione e consulenza, pensato soprattutto per giovani consumatori di cannabinoidi e i loro familiari.

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“Una realtà innovativa- sottolinea la Regione- con percorsi specifici per sensibilizzare sull’uso, l’abuso e la dipendenza da queste sostanze”. Con un altro stanziamento di 15.000 euro, invece, attraverso l’Ausl di Reggio Emilia la Regione ha acquistato 5.000 kit per l’individuazione del Fentanyl, potente antidolorifico che negli Stati Uniti, negli anni 2000, ha causato centinaia di migliaia di decessi. Usato spesso per tagliare l’eroina, di recente è sbarcato anche in Europa e in Italia. L’assunzione involontaria di questo farmaco sintetico, avverte la Regione, anche in quantità minime, può causare overdose letale. Da qui l’avvio del progetto di riduzione del danno. In sostanza, ai consumatori è proposta un’analisi, tramite test rapidi, per valutare la presenza di derivati del Fentanyl nell’eroina da strada. I test vengono fatti anche sugli eroinomani dei Sert dell’Emilia-Romagna, quando fanno controlli periodici delle urine. 

I consumatori in contatto con le unità di strada possono effettuare invece il test sul Fentanyl in autonomia, tramite il kit che viene consegnato dalle stesse unità. “Le caratteristiche dei consumi e dei consumatori sono cambiate negli anni- spiega l’assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi- e hanno richiesto da parte nostra la capacità di fornire risposte adeguate. Proprio per far fronte a questo scenario così complesso, nel 2016 abbiamo varato il nuovo Programma regionale per le dipendenze patologiche, uno strumento che, oltre a confermare le azioni già adottate per la prevenzione, il trattamento delle persone, la riduzione dei rischi correlati all’uso e la riduzione del danno, mette in campo percorsi differenziati per popolazione e tipo di dipendenza”. In Emilia-Romagna, nel 2018, erano 32.628 le persone in carico ai servizi dipendenze, in aumento rispetto all’anno precedente (+2,2% sul 2017). Sul totale, il 58,7% era seguito per problemi di droga, il 33,2% per dipendenza da alcol, il 3,9% per tabacco e il 4,3% per gioco. Le età più rappresentate sono, per le droghe, la fascia 18-50 anni; per l’alcol e il gioco 41-50 anni; per il tabacco 51-60 anni.

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