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Fisco, Cgil: “Alzare tetto contanti è un favore all’illegalità”

La denuncia del sindacato: "Agevolerà riciclaggio e lavoro nero"

Pubblicato:03-11-2022 13:09
Ultimo aggiornamento:03-11-2022 15:48

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Modena – Elevare a 5.000 euro la soglia per l’utilizzo del denaro in contanti? Un favore a chi pratica riciclaggio e sfrutta il lavoro nero. Lo sostiene Franco Zavatti, esponente della Cgil di Modena e responsabile legalità del sindacato in Emilia-Romagna, che interviene sul provvedimento allo studio del nuovo Governo, che ha registrato nelle ultime ore un’ipotesi di compromesso. Il tetto all’uso del contante, infatti, è oggi di 2.000 euro e dall’1 gennaio 2023 era previsto scendesse a 1.000, come previsto a febbraio dal decreto Milleproroghe. Il Governo Meloni ha invece deciso di alzare l’asticella, ma non fino a quanto proposto dal vicepresidente dei deputati leghisti Alberto Bagnai, 10.000 euro, bensì (la discussione è in corso, ndr) fino alla metà di questa cifra.

Banca d’Italia: “Emilia-Romagna quinta regione in Italia per numero di segnalazioni di riciclaggio in contanti”

Sempre troppo comunque per Zavatti, che chiama in causa i dati dell’ultimo rapporto della Banca d’Italia, che analizza le segnalazioni di “operazioni di riciclaggio” ricevute nello scorso primo semestre di quest’anno, da cui emerge tra l’altro che l’Emilia-Romagna è la quinta regione (dopo Lombardia, Veneto, Lazio e Campania) in Italia per numero di segnalazioni di riciclaggio in contanti.
Un fenomeno che vede tra i settori più esposti il commercio al dettaglio, la ristorazione, le industrie alimentari, le costruzioni e l’agricoltura.

A Modena e Reggio Emilia “intenso traffico” con cosidetti paradisi fiscali

L’Emilia-Romagna, inoltre, risulta tra le più coinvolte nel traffico finanziario con i cosiddetti paradisi fiscali, a partire proprio dalle province di Modena e Reggio Emilia.

Franco Zavatti (Cgil Moden): “No a leggi che ostacolino segnalazioni e lavoro della Guardia di finanza”

Pertanto, “oltre alla stretta necessità di una crescente prevenzione sociale ed istituzionale che spinga l’imprenditoria verso una cultura più solida e legata alle buone regole- conclude Zavatti- vanno assolutamente evitati atti politici e legislativi che ostacolino, di fatto, i preziosi lavori della Guardia di Finanza e di chi, dai territori, invia le migliaia di segnalazioni sospette di riciclaggio”.

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