Covid, le Regioni dicono no alla mappatura del contagio

Dopo aver visionato la bozza del nuovo Dpcm, le Regioni chiedono misure omogenee su tutto il territorio nazionale
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – No delle regioni al dpcm del governo. Pur non esprimendo formalmente un parere, ma solo delle osservazioni, le Regioni respingono l’impianto del dpcm che il governo si appresta a varare, a cominciare dal criterio della mappatura del rischio. Misure omogenee su tutto il territorio nazionale è la richiesta all’esecutivo, in risposta alla bozza del dpcm che i governatori hanno potuto valutare.

LEGGI ANCHE: Tre fasce di rischio, coprifuoco alle 22 e blocco spostamenti nelle zone ‘rosse’: le anticipazioni del dpcm

In subordine le regioni chiedono di poter essere coinvolte nel processo decisionale che modula il rischio area per area, attraverso un confronto strutturale con il Cts. E ancora: per i governi locali le misure di ristoro devono essere adottate con un decreto contestualmente al dpcm. Ora il governo deve scegliere se procedere alla firma del dpcm – cosi’ e’ stato nella maggioranza dei precedenti confronti- o posticipare la firma e recepire le indicazioni regionali. Domani infatti eè previsto il responso sulle zone di rischio, la divisione dell’Italia nelle tre fasce, rossa, arancione e verde.

A decidere sarà il ministero della Salute. Ma le regioni si augurano che il premier Conte apra uno spazio di riflessione.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

3 Novembre 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»