A Macerata le parole choc di Don Leonesi: “Più grave l’aborto o la pedofilia?”

Sinistra italiana Macerata: "Negazionismo, oscurantismo e maschilismo esasperato"
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ROMA – “L’aborto è il più grande degli scempi. È più grave l’aborto o un atto di pedofilia? Con questo non voglio dire che l’atto di pedofilia non sia niente, è una cosa gravissima. Ma che cosa è più grave?”. Sono le parole pronunciate da don Andrea Leonesi, vicario del vescovo di Macerata, durante un’omelia nella chiesa dell’Immacolata lo scorso 27 ottobre registrata e condivisa su YouTube e finita nel mirino di Sinistra Italiana Macerata, che in un post su Facebook parla di “negazionismo, oscurantismo, maschilismo esasperato“, di parole che “non nascondono una visione della società arcaica e patriarcale di fronte alla quale il silenzio e l’indifferenza non sono ammessi”. Il sacerdote, nel corso della sua omelia, ha elogiato la decisione della Corte costituzionale polacca di vietare l’aborto in caso di malformazione del feto.

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“Oggi una cosa simile prova a dirla in Italia- ha detto- Infatti in Polonia, un sacerdote polacco, mi ha detto che si sono scatenate le femministe che fanno di tutto: entrano nelle chiese, si cominciano a spogliare per protestare contro queste decisioni governative. Però è pure vero, mi diceva un altro sacerdote, che Santa Faustina aveva avuto un’ispirazione e cioè che la rinascita della Chiesa e del regno di Dio sarebbe cominciata dalla Polonia“. “L’aborto non è un gioco né uno scherzo- scrive ancora Sinistra Italiana Macerata– è tutela della libertà di scelta e della salute delle donne che, in una situazione come quella polacca, non smetteranno certo di abortire, ma saranno costrette a farlo in maniera illegale, senza il rispetto di alcuna norma igienica e senza alcun tipo di controllo sanitario. Se c’è una battaglia che va combattuta in Italia, è quella per arrivare ad una piena attuazione della legge 194, non alla sua limitazione. È raccapricciante il confronto tra l’aborto e la pedofilia, come se fosse davvero possibile scegliere un male minore, come se fosse normale confondere diritto e abuso- osserva ancora SI- Appaiono poi insostenibili le interpretazioni letterali dell’Antico Testamento sulla sottomissione della moglie al marito che, a sua volta, è a capo della moglie in un momento in cui il diritto della donna ad una vita autonoma porta fenomeni di violenza domestica e femminicidi”.

Non manca poi un passaggio sulle famiglie arcobaleno: “La società evolve ed esiste una famiglia laddove ci sono amore e rispetto reciproco. Il giorno in cui la famiglia omosessuale sarà equiparata in tutto e per tutto a quella, per così dire, tradizionale vivremo sicuramente in una società più giusta. Quando si pronunciano parole che tentano di ledere i diritti conquistati con le lotte e le rivendicazioni negli anni passati, che sminuiscono quasi con lo sberleffo i movimenti femministi, è necessario denunciare e non arretrare di un passo- conclude SI- Sappiamo quanto complesso ed articolato sia il mondo cattolico e siamo sicur* che molte donne e molti uomini non sentano proprie le parole di don Andrea Leonesi, auspichiamo prese di distanza personali e collettive. La nostra è qui presente”.

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3 Novembre 2020
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